VENETO: TURISMO 2017 RECORD, VENEZIA REGINA

Veneto, la regione dei record sul versante turismo. Si è chiuso con il segno più per tutti gli indicatori il rapporto 2017 del turismo in Veneto, presentato stamane a Palazzo Balbi. Un 2017 da primato per arrivi con 19.172.576, pari al +7,4% sul 2016, e presenze con 69.184.082, +5,8% sull’anno precedente. Cresce soprattutto la componente straniera (+8,6% per 12.511.960 arrivi e +7,1% con 47.100.163 presenze) ma anche la presenza italiana contribuisce a consolidare l’appeal della regione. Negli ultimi dieci anni l’escalation è stata continua: +43,3% arrivi stranieri e +22,8% italiani, unico segno meno quello relativo alle presenze nostrane che hanno registrato un -11,9% dovuto alla crisi economica nel periodo 2011-2014. Sul podio delle regioni più visitate d’Italia, il Veneto consolida la leadership davanti a Trentino Alto Adige e Toscana, mentre a livello provinciale – tutte e sette record ad eccezione di Belluno che, col -4,2% di presenze, ha risentito della scarsa nevosità nella stagione 2016-2017 – Venezia continua ad essere «cannibale»: 9,5 milioni di arrivi e 37 milioni di presenza, in crescita rispettivamente del +8% e +7,6%. Ma a salire maggiormente in termini di arrivi percentuali è Vicenza (+14,4%) e di presenze Treviso (+12,3%). A livello di comprensori crescono gli arrivi nelle città d’arte col +9,3%, ripartono termale (+6,9%) e mare (+6,4%) mentre montagna e laghi mettono a segno un +3,6%. L’albergo resta la struttura ricettiva più scelta (+4,6% per gli arrivi, ben +6,6% la tipologia a quattro stelle) e per le presenze (+2,7%) ma salgono agriturismi, campeggi, locazioni turistiche.

Il Paese di prima provenienza si conferma la Germania (16,5 milioni), seguita da Austria (3,8) e Regno Unito (2,6). La spesa dei turisti stranieri nel 2017 è stata di 5,8 miliardi di euro, +5,7% sul 2016. «Parlare di turismo in Veneto significa riferirsi abitualmente a record. Siamo soddisfatti ed orgogliosi dei risultati, ma anche attenti a non considerare i primati come una normalità. In questo settore bisogna costantemente lavorare, innovare, promuovere come abbiamo fatto col nuovo marchio «The Land of Venice» che sta avendo grande successo» sottolinea Federico Caner, assessore al Turismo ed Attività promozionali regionale. L’unico neo in una mappa di segni positivi sono le presenze in montagna: -3,2% per la flessione in primis degli italiani (-5,9%) mentre continua a crescere la componente straniera (+4,1%). Per rimettersi al passo la Regione ha già una strategia: «Dobbiamo puntare sui canali interni perché sono stufo di vedere la promozione solo delle Dolomiti di altre regioni e non di quelle venete, che invece sono oltre il 50%. I Mondiali di sci Cortina 2021 e la candidatura alle Olimpiadi invernali 2026 possono essere un grande veicolo. Per questo a ottobre realizzeremo un «Buy Veneto» specifico sulla montagna» anticipa Caner. Intanto le stime del turismo nei primi mesi 2018 lasciano intuire che i record saranno ritoccati ancora: nel bimestre gennaio-febbraio +6,3% arrivi (+2,8% italiani e +9,7% stranieri) e +3,3% presenze (+2% italiani e +4,5% stranieri), ancor meglio nella trimestrale a marzo grazie alla festività pasquale col +9,3% di arrivi e il +7,4% delle presenze.

 

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