TRA SOGNI E INCUBI, LOTTE CHAMPIONS E SALVEZZA INFIAMMANO IL FINALE

Ho fatto un sogno. Ho sognato che Juventus-Atalanta e Napoli-Inter erano le partite di cartello della prima giornata del campionato 2019-2020. Senza Allegri, senza Spalletti. Un bel cominciare, dopo la stagione della noia, l'ottavo scudetto della Signora e quel finale finto vivace per un posto in Champions e Quattro Grandi che giocano nello stesso giorno, alla stessa ora…Poi mi sono svegliato. Solita roba. Potevo fermarmi prima a godermi – si fa per dire – Empoli- Torino, Mazzarri bastonato a casa sua (vive a Empoli) o meglio ancora Parma-Fiorentina, ennesima umiliante batosta per Montella che Della Valle intende confermare per punire i tifosi protestanti. Sí, meglio le battaglie della Zona Salvezza, vera e emozionante, rispetto alla lotta in Zona Champions che è stata onorata dall'unica squadra che l'ha già conquistata, il Napoli allegro di Zielinski, di Ciro Mertens, di Fabian Ruiz.

Come nel sogno, assenti Spalletti e Allegri. L'Inter si è dissolta, come se il suo allenatore sapesse d'esser lì a battersi non per sé, ma per Conte e pensa "chi me lo fa fare", paradossalmente coadiuvato da Icardi, lui pure felice se Conte rinuncia perché non ha la Champions.

Si deciderà tutto domenica con Inter-Empoli e Atalanta-Sassuolo. Non vedo l'ora. Non vedo l'ora che finisca un campionato falso e bugiardo che mi ha fatto vedere – clamoroso – una pessima partita di Cristiano Ronaldo. Se doveva onorare Allegri l'ha fatto a modo suo: fottendosene. Max si è dovuto accontentare di spargere sentite lacrime con Barzagli, il suo accompagnatore nella mesta uscita dalla Juve che dopo la conferenza stampa del Dolce Divorzio lascia un interrogativo…angoscioso: Agnelli, che ha parlato tanto, convincendomi, di scelte aziendali condivise, deve spiegarmi che capoazienda intelligente è quello che allontana un Allegri Vincente e aziendalista (l'ha detto lui) senza avere già il sostituto. Mi fido di Agnelli, l'allenatore lo ha già ma non può nominarlo perché sta ancora su una panchina. Giochiamo a fare il nome? Simone Inzaghi è con la Lazio, e poi? Giochiamo. Giochiamo con la Juve. Che non ha solo monopolizzato lo scudetto ma anche l'attenzione globale. Un sogno? Un incubo.

(ITALPRESS).