TRA 6-8 ANNI RISULTATI DI ALTO LIVELLO / di Italo Cucci

“Tra sei-otto anni il calcio italiano avrà risultati di altissimo livello con la nazionale femminile”. Ne è convinto Michele Uva, direttore generale della Federcalcio da settembre 2014 e ora anche vicepresidente Uefa, da sempre in prima linea per lo sviluppo del calcio femminile. Nel suo libro “Campionesse, storie vincenti del calcio femminile”, scritto insieme a Moris Gasparri, il dirigente sportivo materano racconta undici storie, undici passaggi fondamentali per lo sviluppo della disciplina nel mondo. In Italia siamo ancora leggermente indietro, ma negli ultimi anni c’è stata una decisa accelerazione. Merito della Figc del duo formato da Carlo Tavecchio, impegnato sul tema già da presidente della Lega nazionale dilettanti, e Michele Uva, che nel febbraio 2015, pochi mesi dopo l’insediamento, ha istituito l’Ufficio sviluppo calcio femminile e alcune settimane più tardi ha avviato un articolato programma per il “rilancio del movimento” toccando tra le altre cose “la governance, la dimensione sportiva, le squadre nazionali e l’attività giovanile”. Nell’estate 2016 il percorso tracciato dalla Figc ha vissuto un altro momento importante con l’approvazione della riforma dei campionati, volta ad approdare alla stagione 2018/2019 con una Serie A e una Serie B da 12 squadre ciascuna e un campionato Interregionale con quattro gironi. L’ultima svolta è arrivata poche settimane fa, grazie all’impulso deciso del commissario straordinario della Federcalcio Roberto Fabbricini: Serie A e Serie B passano sotto l’egida della stessa federazione, mentre alla Lega nazionale dilettanti spetterà ancora la promozione dell’attività a livello territoriale con l’organizzazione del campionato Interregionale. “L’unico modo per far crescere il sistema è lavorare tutti insieme”, ha sottolineato con convinzione Michele Uva, sempre in prima linea sul tema: “In Italia i margini di crescita ci sono. Tra i 14 e i 25 anni le donne che praticano sport sono il 30 per cento meno degli uomini, ma il calcio può chiudere questo gap: negli ultimi anni abbiamo avuto una buona crescita accelerata dagli investimenti delle società di Serie A, Serie B e Lega Pro che dobbiamo ringraziare, ma anche favorita dagli investimenti della federazione sulle nazionali che stanno dando i primi frutti. Per la prima volta siamo infatti arrivati tra le prime otto d’Europa con le nazionali under 17 e 19”. Ma anche la nazionale maggiore sta ottenendo ottimi risultati ed è molto vicina alla qualificazione per i Mondiali 2019: “Indubbiamente in Italia c’è talento e non possiamo nasconderci – ha osservato Uva – ma non dobbiamo avere fretta. La promozione sta crescendo, le tesserate anche: bisogna aspettare 6-8 anni per far arrivare le nostre giovani all’età giusta, poi potremo ottenere anche risultati di altissimo livello”.
(ITALPRESS).