Torna in sicurezza il torrente Termina

BOLOGNA (ITALPRESS) – Ripristinata l’efficienza idraulica in diversi tratti del bacino del torrente Termina, tra i territori dei comuni di Traversetolo e Lesignano Bagni (Pr). Sono terminati nei giorni scorsi i lavori previsti per migliorare lo scorrimento delle acque e contrastare l’erosione delle sponde dell’affluente dell’Enza, finanziati dalla Regione con 380mila euro. “L’obiettivo prioritario di quest’intervento, realizzato dall’Agenzia regionale per la Sicurezza territoriale e Protezione civile, è stato riportare alla massima sezione di deflusso i vari tratti del corso d’acqua- spiega Irene Priolo, vicepresidente con delega alla Protezione civile-. Allo stesso tempo si è intervenuti per mitigare i fenomeni di canalizzazione che possono provocare l’erosione delle sponde e dei versanti oltre a realizzare, quando necessario, strutture di protezione. Si tratta quindi- conclude la vicepresidente- di opere fondamentali per accrescere la sicurezza del territorio e delle popolazioni che lo vivono”.
Avviati a febbraio nel capoluogo di Traversetolo, in una prima fase i lavori hanno previsto lo spostamento di pietre e ghiaia, oltre a interventi di decespugliamento e rimozione delle piante danneggiate o cadute nell’alveo, per potere realizzare le piste necessarie ad allestire un primo sotto cantiere in via Frascarini e a valle dell’abitato di Vignale. Successivamente i lavori sono proseguiti con la costruzione di opere di difesa delle sponde, a destra del corso d’acqua, e di ampliamento della sezione di deflusso del torrente. Il bacino del Termina è infatti già da tempo interessato da fenomeni diffusi di erosione delle sponde e da restringimenti dovuti sia a fenomeni naturali che all’azione dell’uomo, tali da provocare localmente la riduzione della sezione di deflusso delle acque. Questa criticità ha reso necessario intervenire rimuovendo il materiale ghiaioso, in corrispondenza di restringimenti vicino a ponti e centri abitati. Per proteggere le sponde sono state poi costruite difese in massi ciclopici, opere di ingegneria naturalistica e interventi di rinaturalizzazione fluviale.

foto: ufficio stampa Regione Emilia-Romagna

(ITALPRESS).

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