ALTRA SPALLATA DI YATES, DUMOULIN LIMITA DANNI

Simon Yates questo Giro d’Italia lo vuole con tutte le sue forze. Altro strappo e altra vittoria per il 25enne inglese della Mitchelton-Scott, sempre più maglia rosa dopo il secondo successo personale di questa 101esima edizione, stavolta sul traguardo di Osimo, al termine dell’undicesima tappa. Yates aspetta il pavè per entrare in scena, Tom Dumoulin prova a resistergli ma cede altri secondi, qualcosa in più la perdono Domenico Pozzovivo e Thibaut Pinot mentre Chris Froome e Fabio Aru dicono forse definitivamente addio a ogni speranza di arrivare a Roma in rosa: il loro ritardo da Yates sfonda ormai i tre minuti. La giornata, nel ricordo di un marchigiano doc come Michele Scarponi, la cui memoria è onorata nel passaggio a Filottrano, e di un fenomeno dal cuoro d’oro come Gino Bartali, si apre con una foratura di Froome e una fuga a quattro ideata dal colombiano Miguel Angel Lopez (Astana) e da Alessandro De Marchi (Bmc) e alimentata poco dopo anche da Fausto Masnada (Androni), Mirko Maestri (Bardiani) e da Alex Turrin (Wilier Triestina), chiamato in extremis al Giro per sostituire Pippo Pozzato. Il pokerissimo di attaccanti raggiunge i 3’30” di vantaggio sul plotone a 104 chilometri dalla conclusione, dietro le squadre interessate al ricongiungimento alzano il ritmo per non dover poi forzare la mano alle battute finali. Bennett fora e Van Poppel gli consegna una delle sue ruote, Lopez sprinta a Filottrano nel segno di Scarponi e poi resta davanti assieme a De Marchi e Masnada, con cui prova a resistere al ritorno del serpentone rosa.

A cinque chilometri dal traguardo, però, la fuga viene neutralizzata e ci provano allora Stybar e Wellens a sparigliare le carte, col belga che allunga ulteriormente sull’ultima rampa. Ma non ha fatto i conti con Yates. Per nulla scoraggiato dal nuovo crollo dal compagno di squadra Chaves, il leader della corsa rosa si alza sui pedali e va all’attacco a un chilometro e mezzo dalla fine, andandosi a prendere una vittoria preziosa anche in termini di abbuoni. Dumoulin, l’unico a questo punto che sembra in grado di poter duellare con lui per la vittoria finale, è ora staccato di 47″, un po’ più distanti Pinot e Pozzovivo (rispettivamente +1’04” e +1’18”) mentre a meno di clamorosi colpi di scena finiscono fuori dai giochi due dei grandi favoriti della vigilia: Aru prende altri 21 secondi da Yates ed è ora a 3’10”, va peggio a Froome, fin qui la controfigura del fuoriclasse ammirato al Tour, che becca altri 42 secondi e crolla a 3’20”. “E’ stato un finale difficile con pavè e muro, ho deciso di non aspettare gli ultimi metri per guadagnare qualche secondo – il racconto di Yates – Sono contento di avere guadagnato qualche secondo su Dumoulin. Lo vedevo che mi inseguiva, sembrava stesse meglio degli altri giorni sulle questo finale in salita. Sta migliorando ogni giorno”. Domani tappa più “tranquilla”, 214 chilometri fra Osimo e Imola su un percorso totalmente pianeggiante fatta eccezione per la salita che porta a Tre Monti (Gpm di quarta categoria): per i velocisti la chance di giocarsi la vittoria in volata.
(ITALPRESS).

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