SANITÀ, DUBBI DI FI SULLA NOMINA DEI DIRETTORI GENERALI

Dubbi sulla nomina dei direttori generali delle aziende e degli enti del Servizio sanitario campano da parte del gruppo di Forza Italia in consiglio regionale. Nel corso del question time, la consigliera Maria Grazia Di Scala interroga la giunta per sapere se tutti i direttori generali e i commissari nominati, ed attualmente in carica, siano in possesso dei requisiti previsti dall’ordinamento in vigore per ricoprire tale ruolo. Tutto in regola per l’assessore alle Attività produttive, Antonio Marchiello, chiamato a rispondere: “La Regione, per la nomina degli organi di vertice delle aziende sanitarie, ha agito nella pedissequa osservanza delle disposizioni di leggi vigenti all’atto del conferimento dell’incarico. Pertanto, tutti i nominativi dei direttori generali attualmente in carica risultano inseriti nell’elenco regionale degli idonei costituito dall’amministrazione all’esito delle procedure di verifica circa il possesso dei requisiti di legge effettuata dalla commissione di esperti, appositamente prevista dal legislatore regionale”.
Non pienamente soddisfatta della risposta la consigliera azzurra che ribatte: “Prendo atto del richiamo alle normative, nelle more, intervenute. Effettueremo un’attività di controllo per verificare se effettivamente questi requisiti siano posseduti da tutti coloro che sono attualmente in carica con quel ruolo e se i requisiti erano posseduti all’atto della normativa intervenuta”.

Il consigliere regionale Emilio Borrelli del gruppo Campania Libera-Psi-Davvero Verdi,  interroga la giunta per conoscere l’esito delle gara per gli appalti per la pulizia e sanificazione e per la vigilanza presso le aziende sanitarie ed ospedaliere della Campania. In particolare, chiede quanti e quali siano allo stato gli appalti in regime di proroga per i quali sono ancora in corso le procedure per l’affidamento dei servizi. A fare il punto sulla situazione è l’assessore alle Attività produttive Antonio Marchiello: “Relativamente al servizio di pulizia – risponde l’esponente della giunta De Luca – risulta già in corso una procedura di gara da parte di Consip con specifico lotto per le aziende sanitarie campane. La data di attivazione della convenzione Consip è stimata ad aprile del 2019. Pertanto la società Soresa, nelle more dell’aggiudicazione della gara nazionale, ha tempestivamente autorizzato le Asl richiedenti a svolgere procedure di gara autonome per il tempo necessario all’attivazione della convenzione Consip”.
Per quanto riguarda il servizio di vigilanza, “la procedura di gara indetta nel 2017 – precisa l’assessore – è stata annullata con sentenza del Consiglio di Stato. La Soresa a breve indirà una nuova gara. Infine, in merito alle proroghe disposte dalle aziende sanitarie, Soresa non ne ha immediata evidenza perché la normativa regionale di riferimento si limita a stabilire le modalità di autorizzazione all’espletamento di autonoma procedura di gara da parte delle aziende sanitarie”. Di qui il richiamo del consigliere Borrelli: “Alcune Asl hanno in proroga le gare d’appalto per le pulizie e la vigilanza, e in alcuni casi anche per il servizio mensa, da oltre un decennio. Come ha comprovato in alcuni casi la magistratura, le infiltrazioni camorristiche all’interno dei nostri ospedali e delle nostra aziende sanitarie avviene a volte attraverso queste aziende. Bisogna stare molto attenti. Inoltre – conclude – molte volte il servizio offerto non è all’altezza”.

Troppi disagi per gli studenti campani che alloggiano nelle residenze universitarie in vista delle Universiadi del prossimo anno. Dove andranno se e quando le loro camere saranno utilizzate dai protagonisti dell’evento sportivo? Sulle criticità connesse all’attribuzione delle residenze universitarie per gli atleti delle Universiadi interviene, nel corso della seduta del Question time del consiglio regionale della Campania, il consigliere Luigi Cirillo del Movimento Cinque Stelle. Premesso che il bando di concorso dell’Adisurc (Azienda per il Diritto allo Studio della Regione Campania) prevede che le strutture residenziali utilizzate per ospitare gli sportivi potranno essere utilizzate dagli studenti aventi diritto fino al 31 maggio e per i mesi di giugno e luglio 2019 questi ultimi potranno utilizzare, se disponibili, strutture alternative messe a disposizione dalla stessa Adisurc oppure produrre idonea documentazione per dimostrare di aver preso alloggio a titolo oneroso in altra struttura residenziale o alloggio privato, il consigliere pentastellato evidenzia “la carenza cronica di residenze per il servizio alloggio degli studenti”. E chiede “quanti sono i posti letto interessati da questa operazione e se sono state predisposte soluzioni alternative per gli studenti tali da garantire il servizio abitativo.
In più, chiede “se corrisponda al vero la notizia del raddoppiamento delle residenze universitarie” e quali siano le soluzioni alternative per gli altri poli universitari.
L’assessore alle Attività produttive, Antonio Marchiello, snocciola i dati: “Le residenze universitarie della Campania che ospiteranno gli atleti delle Universiadi sono quelle afferenti all’Università di Salerno e quelle di Pozzuoli, afferenti all’ateneo di Napoli. I posti letto sono 522 a Fisciano, primo lotto, 152 sempre a Fisciano, secondo lotto, da poco ultimati e non ancora attivati, 299 a Pozzuoli, finora poco utilizzati dagli studenti di Napoli. Per le residenze di Salerno vi è l’ipotesi di potenziare solo temporaneamente, dal 26 luglio al 15 luglio 2019, gli attuali posti letto. Si prevede di aggiungere un letto nelle stanze singole, che sarà poi rimosso. Altre soluzioni alternative per gli studenti saranno concordate dall’Agenzia con le associazioni degli studenti e i relativi costi saranno a carico della struttura commissariale”. Di qui le perplessità di Cirillo: “Se una stanza è singola, è disagevole renderla doppia”. Il consigliere del M5S paventa anche disagi di tipo burocratico ai danni degli studenti temporaneamente sloggiati, a partire dalla sottoscrizione di un contratto di affitto di soli due mesi e i tempi della sua registrazione. Di qui l’appello: “Riducete al minimo i disagi. Non coinvolgete gli studenti”.

Forte preoccupazione per il futuro degli oltre 2.600 lavoratori Apu (Attività di pubblica utilità) della Regione Campania è espressa dal consigliere regionale Gennaro Saiello del Movimento Cinque Stelle nel corso della seduta del Question Time del consiglio regionale della Campania. “Si tratta – spiega l’esponente pentastellato – di soggetti residenti o domiciliati in Campania, ex percettori di ammortizzatori sociali dal 2014 senza reddito, impiegati presso le pubbliche amministrazioni in progetti della durata massima di 6 mesi, con un impegno di 20 ore settimanali per una indennità mensile pari ad appena 580 euro”. A breve i progetti che li vedono impegnati termineranno e, in alcuni casi, sono già terminati. Il consigliere Saiello non esita a parlare di “una bomba sociale” pronta ad esplodere e interroga, pertanto, la giunta per sapere se l’amministrazione De Luca ritenga di prorogare i progetti in essere ovvero di eliminare la previsione in forza della quale ogni destinatario può partecipare a un solo progetto di pubblica utilità.
L’assessore regionale al Lavoro, Sonia Palmeri, specifica che la normativa di riferimento non prevede proroghe, né il riutilizzo del lavoratore in un altro progetto Apu. “La misura di politica attiva Apu – dice – si è rilevata una misura di sperimentazione che evidenzia peraltro l’atavica mancanza di personale nella pubblica amministrazione. Per cui, pongo la misura alla piena attenzione dell’attuale governo che ha tutta la competenza per cogliere le finalità, per diffonderla e per rilanciarla”.
Insoddisfatto della risposta il consigliere Saiello: “Semplicistico scaricare su Roma – ribatte – Mi sarei aspettato dalla giunta la costruzione di un percorso alternativo per questi 2.600 lavoratori. Si è formato questo ulteriore bacino, oltre gli Lsu, tutti bacini che in questi anni la politica ha contribuito a creare, senza dare però una concreta speranza a queste persone”. Controreplica dell’esponente della giunta: “La platea di riferimento delle politiche attive della Regione non è di 2.600 persone, il target di coloro che hanno perso gli ammortizzatori sociali e sono senza reddito è di oltre 200mila persone, tra cui ci sono anche gli Apu. Io non ho creto alcun bacino – risponde piccata – Ho dato la possibilità a chi non aveva reddito, a chi nel 2015, quando ci siamo insediati noi, non aveva niente, di sperimentarsi e di arricchire le proprie caratteristiche e la propria spendibilità sul mercato del lavoro. Stiamo pensando a tutti”.