Rossi “Il mio futuro? Ho bisogno di qualche gara per capire”

Il motomondiale è fermo, non si sa quando riprenderà e senza pista per Valentino Rossi diventa difficile capire il da farsi. Nei mesi scorsi il Dottore ha fatto sapere che avrebbe deciso dopo qualche gara se andare avanti per un’altra stagione, e in quel caso con la Petronas, oppure smettere. Ma stando così le cose, probabilmente solo a fine anno potrà avere le idee più chiare. “Speravo di fare qualche gara per decidere se continuare, magari dopo la prima parte di stagione – confessa in collegamento con Sky Sport – Adesso slitta tutto. Mi piacerebbe fare un po’ di gare per capire quanto posso essere competitivo, è questa la cosa importante”. La MotoGp non è mai partita quest’anno ed “è stata dura. Abbiamo capito che non avremmo corso in Qatar la domenica prima di partire. Questo scombussola tutto, bisognerà capire quando riusciremo a correre. La cosa sembra che vada per le lunghe per tutti, se hanno rinviato l’Europeo di calcio vuol dire che fino a luglio si farà fatica a fare gare di moto o altri sport con grandi folle”. Quando si riprenderà, però, bisognerà andare di corsa per recuperare. “Sarebbe importante fare più gare possibili ma non è detto che dobbiamo farne per forza 19 o 20. La doppia gara in stile Superbike potrebbe essere un’idea – continua Rossi – ma io preferirei un campionato con 12-13 gare, che è il limite minimo. Ne perderemmo 7 ma ne faremmo 13 bene, al massimo, mantenendo il format della MotoGp. Vedremo cosa decideranno la Dorna ma soprattutto il virus”. A questo proposito, Rossi ammette che “è una situazione difficile, che non ci saremmo mai aspettati. Io sono a Tavullia, a casa mia, qui la situazione è molto difficile, siamo molto colpiti dal virus: ci sono un sacco di persone che stanno male a Pesaro, nella Romagna, nella provincia di Rimini, siamo tutti confinati a casa. Abbiamo visto immagini difficili anche a Bergamo e Brescia, è quasi un bollettino di guerra. Ho tanti amici lì, soprattutto bergamaschi, in questo periodo sono io che tifo per loro”. Il Dottore si reputa “fortunato perchè qui ho una piccola palestra e cerco di allenarmi tutti i giorni. Faccio un allenamento leggero ma cerco di mantenermi in forma. Il resto è tempo ludico e guardo film e serie, gioco al simulatore con gli altri piloti. Diventare papà? Enzo Ferrari diceva che quando i piloti fanno un figlio perdono un secondo a giro. Vista la mia situazione, non posso permettermelo…”.
(ITALPRESS).