Progetti di turismo responsabile e sociale nel palermitano

Nei primi giorni di chiusura per l’emergenza Covid-19 un gruppo di imprese sociali – tutte con sede a Palermo e tutte attive in progetti di turismo responsabile e sociale nel territorio di Palermo e della sua provincia, si è incontrato per attivare insieme azioni comuni di resistenza e ripartenza.
Palma Nana, cooperativa e tour operator che dal 1983 progetta, gestisce percorsi e attività sul territorio regionale e del sud Italia, attraverso azioni di Educazione all’Ambiente, alla sostenibilità ed ai rapporti umani e di Turismo Responsabile proponendo attività finalizzate alla diffusione di una coscienza ecologica e sostenibile di tutti i cittadini tramite progetti, laboratori, esperienze, soggiorni, viaggi e tour. Libera g(i)usto di viaggiare è il progetto che si occupa di turismo responsabile legato alla valorizzazione dei beni confiscati e dei territori dove operano le cooperative di Libera Terra.
L’offerta turistica proposta è pienamente ispirata ai principi che regolano l’azione di Libera e rappresenta un ulteriore strumento per la valorizzazione dei beni liberati dalle mafie e per il territorio in cui insistono creando nuove opportunità occupazionali.
Moltivolti, impresa sociale al cui interno ha un ristorante e un coworking. Nasce da un gruppo di 14 persone provenienti da 8 paesi diversi, che animano uno spazio pensato e strutturato per offrire dignità, cittadinanza e valore a partire dalla diversità. Un progetto di comunità intimamente connesso con il quartiere di Ballarò a Palermo, che cresce in equilibrio con il variopinto mercato popolato da vecchi e dai nuovi cittadini. Offre servizi di ristorazione, esperienze culinarie, animazione sociale.
Addiopizzo Travel, cooperativa sociale e tour operator che propone turismo etico per chi dice no alla mafia. Alla scoperta dei luoghi e delle storie più significative della lotta antimafia, per regalare un’esperienza di vera partecipazione, con la consapevolezza di non lasciare nemmeno un centesimo alla mafia.
Mare Memoria viva, ecomuseo urbano gestito attraverso un innovativo esperimento di partnership pubblico-privata, uno spazio di comunità e cultura, creato insieme agli abitanti delle borgate marinare, che ospita una narrazione corale, audiovisiva e multimediale di storie di Palermo, vista e raccontata dai suoi abitanti, Offre visite, laboratori e attività di formazione.
Hanno valori in comune e credono tutte nella possibilità di poter costruire una società più giusta, equa, accogliente, responsabile, rispettosa delle persone, dei beni comuni e dell’ambiente.
Tutte “accolgono” ed emozionano mostrando una Sicilia che nessuno si aspetta. E’ attraverso l’accoglienza di gruppi, giovani e diversamente giovani, di cittadini, di migranti, di studenti vogliono valorizzare il proprio territorio, la sua storia, le sue bellezze, la sua cultura e dare luce al volto pulito della Sicilia che sa avviare percorsi concreti di cambiamento e riscatto, estirpando il malaffare e la mentalità mafiosa.

Quali problemi ha creato la pandemia e come pensate di superarli?
Ci risponde Fabrizio Giacalone uno dei fondatori di Palma Nana

“L’emergenza Covid-19 sta incidendo pesantemente sulle nostre economie perché in primavera lavoriamo tutti con gruppi scolastici che provengono da altre regioni italiane e dall’estero e tutti hanno disdetto i viaggi.
In questi giorni in cui tutti, con senso di responsabilità e rispetto, siamo rimasti a casa, abbiamo riflettuto sul come continuare a portare avanti il nostro impegno, il nostro sogno. Motivati da un solido presente, vogliamo creare le condizioni per un futuro che veda la comunità protagonista di un percorso di riscatto economico e sociale. Ed è proprio per questo che sentiamo il nostro sogno come un (bi)sogno.
Vivendo il presente, e guardando al futuro di questa terra, abbiamo pensato ai giovani della nostra terra. Soprattutto quelli con meno possibilità, a cui offrire esperienze che potrebbero diventare stimolo per soddisfare insieme il loro (bi)sogno di riscatto e rilancio.
Palma Nana ha attivato subito dopo il lockdown un progetto di turismo di comunità a Sant’Ambrogio, un piccolo borgo a 5 chilometri da Cefalù, incastonato in una collina sul mare, una comunità che si aggrega in un progetto turistico, una comunità che accoglie il viaggiatore per un weekend o per più giorni, che lo conduce alla conoscenza profonda di un territorio e dei suoi abitanti con i loro racconti, i loro occhi, le loro passioni. Un vero viaggio di turismo responsabile.
“Un progetto di turismo responsabile che vuole far vivere in prima persona al viaggiatore la vita quotidiana di una piccola collettività, la genuinità dei rapporti umani, la semplicità e la specificità della cultura e delle tradizioni locali, per un viaggiatore che ricerca un rapporto autentico con il territorio visitato e con le persone che vi abitano”, aggiunge Valeria Marino, responsabile delle attività di turismo responsabile della Palma Nana.

Ma è nata anche l’idea dei tour sospesi…. Come funzionano?
Attraverso il progetto Abbiamo un BI-sogno – prosegue Giacalone – chiediamo di regalare un “Tour sospeso”, cioè un’esperienza di turismo etico di conoscenza del territorio palermitano a bambini e ragazzi che altrimenti non potrebbero permettersela. Un modo per stare vicini alle comunità del territorio.
In pratica il donatore compra una o più esperienze: culinarie, civiche, ambientali e culturali. Le imprese sociali in rete le offriranno, non appena l’emergenza sarà rientrata, a bambini e ragazzi del territorio siciliano. Grazie a questo momento di “pausa”, quindi, la voglia è quella di creare delle nuove opportunità insieme. E’ un dono per giovani che ancora non conosciamo e che non ci conoscono, per rafforzare il loro senso di appartenenza alla propria città, al proprio territorio, alla ricerca di una nuova crescita sociale, economica e culturale e, perché no, vivere un vero viaggio nella propria città.

Quali tour offre il progetto?
Palermo si racconta: un walking tour guidato da Addiopizzo Travel per scoprire la ribellione antiracket e un pranzo o una cena da Moltivolti per entrare nella dimensione multietnica di una città che ritrova sé stessa nel nome della partecipazione e della solidarietà. Fra i vicoli si nascondono le cicatrici della mafia, ma anche le storie sorprendenti della recente riscossa e le esperienze sociali e culturali che ne stanno ridisegnando il volto.
Tour nell’Alto Belice corleonese per scoprire il progetto Libera Terra sul riutilizzo sociale dei beni confiscati, attraverso la realtà imprenditoriale delle cooperative agricole e sociali che li gestiscono. Un approfondimento storico sui grandi movimenti di lotte sociali contro la mafia del territorio tra le colline dell’Alto Belice Corleonese.
Palermo e il mare: un percorso tra storie di mare e di uomini con visita all’Ecomuseo Mare Memoria Viva (di cui parliamo in un’altra parte dell’approfondimento), museo interattivo che ci racconta le trasformazioni della costa palermitana; un laboratorio di educazione ambientale condotto da Palma Nana per conoscere le forme di vita presenti nei fondali e come la vita sottomarina è stata trasformata negli ultimi decenni; pranzo o cena da Moltivolti con cous cous di pesce.
(ITALPRESS).

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