Pausa pranzo, 8 italiani su 10 scelgono il ristorante aziendale

MILANO (ITALPRESS/WEWELFARE.IT) – Un’indagine Nomisma per l’Osservatorio CirFood District – effettuata su un panel di 1.000 occupati in tutta Italia tenendo conto dei cambiamenti apportati dalla pandemia, lockdown e home-working – ha analizzato la trasformazione degli stili di vita e delle nuove abitudini alimentari dei lavoratori italiani in pausa pranzo, al fine di comprenderne le necessità e consentire l’elaborazione di soluzioni innovative in ambito food service che possano rispondervi. I risultati sono stati presentati durante l’evento La #NuovaPausaPranzo degli italiani nell’indagine Nomisma, atto conclusivo di un percorso realizzato dall’Osservatorio CIRFOOD DISTRICT con il Giornale del Cibo, attraverso articoli di approfondimento e interviste ad esperti del settore, professionisti, imprese e rappresentanti del mondo scientifico. I contenuti sono disponibili sul magazine Il Giornale del Cibo e fruibili attraverso il podcast #NuovaPausaPranzo, composto da 12 episodi, i primi dei quali già disponibili sulle principali piattaforme di streaming (Spotify, Google Podcast, Spreaker e Apple Podcast). Otto lavoratori su 10 (83%) che usufruiscono del ristorante aziendale, ritengono importante questo servizio per la salubrità dei pasti (83%), le materie prime di qualità utilizzate (81%) e per la possibilità di socializzare e godere di un momento di convivialità con i propri colleghi (65%), aspetto
che è venuto più a mancare in questi ultimi due anni di lavoro da remoto.
Tale esperienza e percezione positiva della pausa pranzo all’interno dei ristoranti aziendali è data, inoltre, dalla competenza e dalla cortesia del personale (70%), dal rispetto delle norme per il contenimento dei contagi da Covid-19 e dalla comunicazione chiara sui protocolli di sicurezza (67%). Aspetti considerati i principali punti di forza del servizio oggetto dell’indagine. Nel complesso, il 66% dei lavoratori si dice soddisfatto o molto soddisfatto dell’esperienza nei ristoranti aziendali.
Per molti lavoratori, inoltre, la pausa pranzo nei ristoranti aziendali si distingue per praticità e velocità per il ritiro delle portate (57%) e per varietà dei menù offerti (53%).
Contestualmente, Nomisma ha indagato tra i lavoratori la loro pausa pranzo ideale all’interno dei ristoranti aziendali. Gli occupati indicano la volontà di usufruire di una pausa pranzo che offra flessibilità in termini di orari di accesso e modalità di fruizione, attenzione all’ambiente, arredi e spazi che favoriscano momenti di convivialità con i propri colleghi e menu caratterizzati da ingredienti italiani e stagionali.
“CIRFOOD da sempre, attraverso l’Osservatorio CIRFOOD DISTRICT, investe in analisi e ricerche di mercato, per poter ascoltare e osservare i cambiamenti e i nuovi bisogni dei consumatori, con l’obiettivo di indirizzare l’attività di progettazione dell’impresa e trovare nuove soluzioni orientate al miglioramento del benessere dei nostri clienti” ha commentato Daniela Fabbi, Direttore Comunicazione e Marketing CIRFOOD.”Dall’indagine di Nomisma emerge come gli ultimi due anni abbiano penalizzato fortemente i lavoratori, essendo spesso mancato loro un servizio fondamentale come la ristorazione aziendale. Essa, infatti, come dichiarano gli intervistati, garantisce benefici in termini nutrizionali, di salubrità, di tempo e di spazi per la socializzazione”.
In relazione agli smart-worker, l’indagine rileva che le maggiori criticità derivanti dalla loro pausa pranzo a casa riguardano: la difficoltà a staccare dalle attività lavorative (40%), il tempo da dedicare alla preparazione del pasto (34%) e la maggior quantità di cibo consumato durante la giornata (30%). Infatti, 1 smart-worker su 5 ha dichiarato di essere aumentato di peso a seguito del cambiamento nelle abitudini della pausa pranzo. Secondo il 75% dei lavoratori, inoltre, l’assenza del servizio di ristorazione aziendale, dovuta al lavoro da casa, ha generato malcontento per la mancanza di socializzazione tra i colleghi.
Nel complesso, quasi 1 smart-worker su 2 (47%) vorrebbe tutt’oggi poter usufruire del ristorante aziendale. “La pausa pranzo è un diritto. L’indagine Nomisma ci conferma che questo essenziale servizio di welfare è mancato moltissimo in questi anni a chi ha lavorato da casa. Auspichiamo – conclude Daniela Fabbi – che in questa fase, seppur con nuove forme di flessibilità lavorativa, si possa sempre più tornare a godere di una pausa pranzo sicura, sana ed equilibrata, in compagnia dei colleghi”.
-foto agenziafotogramma.it-
(ITALPRESS).

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