Nella sede dell’Ente nasce il Museo Ninfeo

ROMA (ITALPRESS) – La residenza privata degli imperatori, la vita dei principi di Roma, piante e animali, commerci, usi e costumi della antica capitale: gli Horti Lamiani, luogo mitico della storia romana, rivivono nel Museo Ninfeo che si inaugura con gli open day del 30 e 31 ottobre e apre al pubblico dal 6 novembre. Realizzato congiuntamente dalla Soprintendenza Speciale di Roma e da Enpam, il Museo nasce proprio sul luogo del ritrovamento di un eccezionale contesto archeologico venuto alla luce nell’area di Piazza Vittorio all’Esquilino, nel corso dei lavori della costruzione della sede dell’Ente. “E’ il risultato di un ottimo esempio di archeologia preventiva, che coniuga l’esigenza di tutelare e preservare il patrimonio archeologico. Questo luogo di bellezza, inoltre, onora simbolicamente tutti i medici vittime della pandemia. Va loro il nostro pensiero in questa giornata inaugurale”, spiega il ministro della Cultura, Dario Franceschini.
“L’Enpam ha voluto preservare i reperti e la memoria di questo luogo dal grande valore storico, rendendolo fruibile a tutti. Perché solo attraverso la conservazione e la conoscenza del nostro passato possiamo intravedere meglio il nostro avvenire”, afferma il presidente Alberto Oliveti. “Dedichiamo l’apertura del Museo del Ninfeo ai colleghi medici e dentisti che abbiamo perso nel corso della pandemia da Covid-19, per essere stati vicini ai pazienti sia sul territorio che in ospedale, con un impegno straordinario. All’ingresso – spiega – è stata installata una stele elettronica in loro ricordo, è molto bello poter dedicare ai nostri colleghi questo Museo”. Per Daniela Porro, soprintendente Speciale di Roma, si tratta di un “eccezionale risultato scientifico, questo museo porta alla luce uno dei luoghi mitici dell’antica Roma, quegli Horti Lamiani che erano una delle residenze giardino più amate dagli imperatori. L’aspetto virtuoso – sottolinea – è la collaborazione tra il ministero della Cultura ed Enpam, che ha permesso la creazione di un laboratorio di studio per progettare un museo innovativo: non solo la bellezza e la rarità dei reperti, ma a essere esposta è la vera vita della Capitale dell’impero romano”.
Il museo presenta testimonianze e reperti fin dal periodo Giulio-Claudio, quando gli Horti Laminai entrarono a far parte del demanio imperiale sotto Tiberio, e da Caligola trasformati in una sontuosa residenza privata a uso dell’imperatore. Una Domus Aurea ante-litteram, amata anche dai successivi imperatori flavi, antonini, fino ai severi cui si debbono le ultime trasformazioni dei lussuosi ambienti. Ogni epoca ha lasciato qui il suo segno e gli oltre 1 milione di reperti rinvenuti negli scavi sono stati selezionati grazie all’accurato studio nel laboratorio segreto realizzato in collaborazione con ricercatori specializzati in varie discipline. Un’indagine in due riprese a cui hanno lavorato 12 archeologi, con 30.000 metri cubi di terreno scavato e milioni di reperti accumulati, un attrezzato laboratorio con una equipe di 18 specialisti che per 5 anni hanno studiato rinvenimenti, un accurato lavoro di recupero con 6 restauratori, il Museo presenta una esposizione per molti aspetti innovativa.
I 3.000 oggetti esposti, affiancati da ricostruzioni e video, restituiscono attraverso 13 sezioni la suggestione della vita e i diversi aspetti della cultura antica. Oltre ai marmi, provenienti dalle più lontane province, sono stati gli abbondanti rinvenimenti di anfore per uso alimentare, anche queste provenienti dalle più disparate regioni, a permettere di identificare le rotte dei commerci attraverso le varie epoche. Ma anche pentole, stoviglie, vasellame e reperti animali tra cui ossa di leone, cerbiatto, denti di orso. Lungo le scale che conducono all’area archeologica una stele elettronica ricorda i nomi di tutti i medici caduti lottando contro il Covid-19. “Il Museo del Ninfeo è un modello di salvaguardia del patrimonio culturale, fondato sulla ricerca multidisciplinare con enti di ricerca e università – afferma Mirella Serlorenzi, direttore scientifico del progetto – la qualità dei materiali offre una visione unica della Roma classica, un museo che racconta, anche attraverso emozionanti ricostruzioni, un teatro privilegiato del mondo antico, con tutte le suggestioni che questo luogo può dare”.
(ITALPRESS).