Microcredito, cos’è e come funziona

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Informazioni sul microcredito sociale, personale o d’impresa. Cos’è il microcredito e come funziona.

  • Cos’è il microcredito?

Il microcredito è uno strumento di lotta alla povertà e all’esclusione finanziaria. E’ per questo che spesso si sente parlare di “microcredito donne“, “microcredito e povertà”, “microcredito per pmi in difficoltà” o del “microcredito donne africane”. 

Il microcredito consiste nella concessione di piccoli prestiti destinati a persone che sono impossibilitata all’accesso al sistema bancario tradizionale perché non in possesso di quelle garanzie di reddito sufficienti per accedere al classico prestito personale. 

  • A quanto ammonta il microcredito? 


Stando alla Commissione Europea, il prestito in questione vede un ammontare medio di circa 10.000 euro fino a un massimo di 25.000 euro. Il microcredito per imprese non può superare il tetto massimo di 25.000 euro. Il microcredito sociale prevede una massimale di 10.000 euro.

  • Chi può accedere al microcredito?

La domanda del microcredito deve essere accompagnata da una motivazione, infatti il microcredito può essere concesso per:

  1. Avviare o consolidare una microimpresa in grado di produrre reddito. In questo caso la motivazione potrebbe essere l’acquisto di attrezzature, macchine, materiali…
  2. Sanare una situazione di difficoltà economica  temporanea, in questo caso, chi richiede il microcredito dovrà trovarsi in una situazione di emergenza economica con imminenti scadenze di pagamento.

Chi effettua la richiesta di accesso al microcredito non necessariamente deve dare garanzie economiche per la concessione del finanziamento. Le garanzie richieste sono solo personali che possano valorizzare il senso di responsabilità e di fiducia reciproca tra chi riceve il denaro (microcredito) e chi lo eroga (creditore). 

Il beneficiario che intende accedere al microcredito per consolidare o avviare una microimpresa, dovrà presentare il progetto imprenditoriale con fattibilità e sostenibilità nel tempo, il progetto dovrà avere le carte in regola per poter produrre abbastanza reddito per garantire l’autosostentamento e per restituire il prestito erogato attraverso il microcredito.

  • La storia del microcredito in Italia e nel mondo

Il microcredito è nato come uno strumento di supporto esclusivo per le persone in condizioni di povertà e gli emarginati dei villaggi bengalesi. Con il tempo, il microcredito si è diffuso evolvendosi in base alle esigenze locali: in Europa, al fine del 2009 risultavano erogati circa 828 milioni di euro. In Italia, circa il 40% dei beneficiari del microcredito sono immigrati. 

  • La normativa sul microcredito

In Italia, il microcredito è disciplinato dagli articoli 111 e 113 del Testo Unico Bancario (TUB) che suddivide questo particolare prestito in: microcredito d’impresa e microcredito di lavoro autonomo. Possono accedere al microcredito lavoratori autonomi (per l’esercizio dell’attività o per l’avvio di una nuova attività), microimprese, persone fisiche, società di persone (pmi), srl, società semplificate, cooperative e associazioni.

In caso di microcredito d’impresa, il richiedente dovrà accedere a servizi accessori quali tutoring per la verifica dell’andamento dell’attività economica, formazione, coaching, monitoraggio; prima dell’erogazione del microcredito d’impresa il beneficiario potrà farsi affiancare da un servizio di orientamento e pre-valutazione dell’idea imprenditoriale andando a elaborare al meglio l’idea progettuale. Tra i servizi accessori al microcredito d’impresa non mancano corsi di formazione su temi economici, finanziari e operativi. 

Anche con il microcredito sociale si potrà avere accesso a programmi di pre-valutazione e servizi d’ascolto. Nella fase di richiesta d’accesso al microcredito sarà valutata l’affidabilità del richiedente e in caso di assenso il soggetto potrà avere accesso a servizi accessori di tutoraggio e altri servizi di post-erogazione del microcredito sociale.