Chiuso il massiccio della Marmolada, scendono a 5 i dispersi

(220703) -- MARMOLADA GLACIER, July 3, 2022 (Xinhua) -- Photo provided by Italy's Alpine Rescue on July 3, 2022 shows a general view of Marmolada Glacier in northern Italy. At least six people were dead and more than a dozen were missing Sunday after a glacial ice shelf collapsed amid higher-than-usual temperatures in northern Italy. (Italy's Alpine Rescue/Handout via Xinhua) - Italy's Alpine Rescue -//CHINENOUVELLE_CnyztpE007053_20220704_PEPFN0A001/2207040809/Credit:CHINE NOUVELLE/SIPA/2207040829 (Marmolada Glacier - 2022-07-04, CHINE NOUVELLE/SIPA / ipa-agency.net) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

ROMA (ITALPRESS) – L’area del crollo del seracco di ghiaccio sulla Marmolada continua a essere interdetta per il rischio di altre frane, e le ricerche dei dispersi proseguono attraverso il monitoraggio dall’alto con droni ed elicotteri. Le vittime per il crollo di domenica 3 luglio accertate al momento sono 7, i feriti 8, di cui 2 in gravissime condizioni. Con il passare delle ore fortunatamente si ridimensionano i numeri, pur alti, della tragedia. La Provincia di Trento comunica che sono 5, al momento, la persone disperse. Gli 8 alpinisti che si temevano dispersi sono stati infatti rintracciati. Scende a 7 anche il numero dei ricoverati, dal momento che uno dei feriti è stato dimesso ed è stato identificato anche il ferito di cui non si conoscevano le generalità, ricoverato all’ospedale di Treviso. E’ un ragazzo trentino. Sono intanto in corso le identificazioni, a Canazei, di altre tre persone decedute. Intanto la Marmolada sarà chiusa in seguito a un’ordinanza emessa dal sindaco di Canazei, Giovanni Bernard. Il provvedimento, che al momento ha una durata indefinita, segue l’ordinanza di chiusura parziale decisa domenica e si è resa necessaria per operare in sicurezza e allontanare curiosi dalla zona del disastro. Intanto una nuova riunione tecnica è in programma per capire come far procedere le operazioni di ricerca. Attualmente vengono condotte in superficie per non creare potenziali situazioni di pericolo anche per i soccorritori. Una volta individuati indumenti e reperti attraverso i droni, come è accaduto, il recupero avviene “al volo”, con una toccata e fuga in superficie.

– foto agenziafotogramma.it –

(ITALPRESS).

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