LA FATAL VERONA E IL LAZIALE FARAONI PER IL PRIMO KO DELLO SPECIAL ONE

ROMA (ITALPRESS) – Vien voglia di dire – come mezzo secolo fa, nel ’73, eppoi nel ’90 – “lo scudetto passa da Verona”. La Fatal Verona. La leggenda non ha rispetto neanche per Mourinho, al quale bisognava forse ricordare – perchè si riguardasse – che la Città di Romeo e Giulietta è Patria di veleni e avvelenati. Come il bel Romeo, Nereo Rocco il 20 maggio del 1973 e Arrigo Sacchi il 22 aprile del ’90 recitarono virtualmente la battuta messa da Shakespeare sulle labbra del giovane Montecchi, adattandola al lutto: “…e così con un gol io muoio”. (Giulietta Capuleti, molto tempo dopo, ebbe problemi con i tifosi del Napoli che misero in dubbio le sue virtù…). Il Milan lasciò al Bentegodi due scudetti: uno alla Juve, dopo avere incassato cinque gol dal Verona, decisiva (fatale) l’autorete di Turone; uno al Napoli, decisivi i gol di Sotomayor e – guarda caso di un Pellegrini, Davide. Omonimo di Lorenzo che aveva aperto le danze della Roma con uno splendido gol di tacco.
Questa è una di quelle storie imprevedibili, anche magiche, che rendono favoloso il calcio. E la racconto nei dettagli non esagerando, ma in onore di un personaggio come Mourinho che ha trasferito a Roma la sua favola continentale, Triplete nerazzurro compreso.
Era arrivato alla sesta vittoria, preparava un ritorno trionfale a Roma dopo il 2-2 (autorete di Ilic) prezioso, realizzato mentre la Lazio di Sarri – la Nemica – soccombeva davanti al Cagliari di Mazzarri. E invece, pari della Lazio, Roma battuta – non per colpa di Rui Patricio, il migliore in campo – da un bellissimo gol di Davide Faraoni. E qui s’innesta una paginetta da derby romano. Perchè Faraoni, oggi del Verona, è un laziale vero, un laziale nato, un braccianese di trent’anni che varcò la soglia di Formello per la prima volta all’età di 9 anni: un bambino nel paese dei balocchi che si fece tutta la trafila nel settore giovanile, da protagonista, e a 17 anni nel giro della prima squadra con Delio Rossi. Poi un grave incidente, la ripresa, e lo rapì l’Inter.
La storia che vi ho raccontato e che fa parte del cerimoniale del Derby ha un seguito…inevitabile. Mi chiedevo cosa sarebbe successo a Mourinho lo Specialone, già esaltato come decimo Re di Roma (preceduto solo da Falcao e Totti) alla prima sconfitta. Ecco il primo commento (autorevole) dopo la Fatal Verona: “La Roma non ha gioco e ha un potenziale offensivo che deve sviluppare. Costruisce poco calcio e subisce sempre…Questa è una sconfitta meritata”. Ave Mou.
Italo Cucci (italo.cucci@italpress.com)
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