IL NOBEL PER LA CHIMICA STODDART AL POLITECNICO

Esiste la meccanica molecolare e a cosa serve? Si è parlato di questo nell’Aula Natta del Politecnico di Milano durante la lectio magistralis tenuta dal professor Fraser Stoddart, Nobel per la chimica 2016 insieme a Jean-Pierre Sauvage e Ben Feriga per la progettazione e la sintesi di macchine molecolari. Durante il suo intervento, Stoddart ha ripercorso le tappe di studio che lo hanno condotto, insieme ai due colleghi, verso la scoperta che ha fatto guadagnare loro il più ambito premio in materia. La lezione – in inglese -, dal titolo “The growing impact of the mechanical bond on polymer and material sciences”, è stata seguita da 300 tra giovanissimi studenti e professori; molte le domande dei presenti al termine dell’incontro. “Stoddart, Sauvage e Feriga hanno ottenuto il nobel per l’invenzione di questa molecola concatenata. Hanno lavorato sul legame chimico, andando a congiungere due molecole separate attraverso una unione meccanica – come fosse il legame tra due anelli – creando una nuova entità”, ha spiegato il professor Pierangelo Metrangolo, ordinario di Chimica per l’Elettronica e organizzatore del primo congresso italiano di Chimica supramolecolare.

“La loro scoperta è stato riconosciuta come una tappa fondamentale per la chimica. Consente di creare macchine molecolari che noi riusciamo a far scorrere – in maniera comandata – attorno a un asse, proprio come una ruota”, ha aggiunto Metrangolo, illustrando le applicazioni pratiche della sensazionale scoperta: “Parliamo di un codice binario 0-1, ma di tipo molecolare. Gli impieghi e le applicazioni sono diverse: in chimica, in meccanica. Pensiamo a delle siringhe dotate di pompe molecolari che rilasciano il farmaco in maniera graduale e controllata”. Durante l’evento è stato conferito al professor Stoddart il premio Natta Lecture, riconoscimento che dal 2013 viene assegnato al dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica dell’ateneo a esperti del settore che si sono istinti per importanza e originalità dei loro studi in materia. “Sono molto onorato di essere qui, in quest’aula nella quale uno dei miei maestri (Natta, ndr) ha insegnato”, ha commentato Stoddart. “I suoi studi sono stati fondamentali per me, hanno avuto un enorme impatto sulla mia ‘esperienza chimica’”, ha concluso il Nobel che si è detto felice anche per il riconoscimento ricevuto dall’ateneo milanese.