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mercoledì 24 aprile 2019
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FIRENZE INDIGESTA PER IL NAPOLI, JUVE-SCUDETTO: PRATICA RISOLTA

11 febbraio 2019

Vincono tutti. Tranne il Napoli. La Roma strapazzando il povero Chievo, l'Inter con un colpo di Lautaro che gli restituisce l'onore, la Juve esibendo a Sassuolo un Ronaldissimo, il Milan che si è messo in testa un'idea meravigliosa. Il Napoli no: Firenze non gli va giù, i viola hanno fermato la rincorsa, i bianconeri sono il Volo. Non terzi, primissimi. Ma il riferimento al Napoli, se permettete, è il plus di una domenica abbastanza scontata che ha messo in scena la partita più cinicamente gustosa: Manchester City-Chelsea 6 a 0. Con Sarri che cade rovinosamente dal trono degli Eccellenti e diventa barzelletta per i crudeli tabloid inglesi. Ricordate le sviolinate a lui e Guardiola "figli di Sacchi". Figli sí, ma ieri Caino e Abele. E Abele Sarri l'ha preso male, il ceffone, negando a Pep la stretta di mano. Forse temeva che gliela mordesse. Ci va di mezzo, ovviamente è incolpevole, anche il Pipita Higuaín che ho visto girare smarrito per il campo con l'aria di chiedere aiuto mentre anche il Grande Hazard mendicava palloni d'oro.

Detto questo, è facile arguire che lo scudetto resterà a disposizione della Juve fino a maggio. Una pratica risolta.

Adesso è Champions. E allora diciamo la verità: la Juve di Sassuolo, come quella delle ultime settimane, non mi sembra in grande spolvero come vorrebbero dire i gol che segna e le vittorie che porta a casa. Da Bergamo è cambiata. Stenta a fare partita. Poi, com'è successo con il Sassuolo, dopo avere rischiato il pareggio e cincischiato calcio approssimativo, passa a forza di Ronaldo, grandissimo, e con le fatiche di Ercole Mandzukic. Parlo di due straordinari professionisti che mortificano le imprese di divi e divetti tipo Neymar. Ma la Champions è un'altra cosa. Sono convinto - ad esempio - che con l'Atletico Allegri non potrà tenere Dybala su un seggiolino, come fece con Bonucci. E il Dybala d'oggi è un'ombra della Joya rivelata due stagioni fa: umiliato e offeso scorre la lunga lista delle offerte che gli arrivano da mezza Europa. I conti con Allegri li farà a giugno. E il mister deve vincere il Coppone, sennò a ramengo ci va lui.

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