I primi tre mesi di lavoro del Consiglio regionale delle Marche

ANCONA (ITALPRESS) – Tre mesi di lavoro per rendere operativa la macchina amministrativa, che oggi può viaggiare a pieno regime. Poco dopo la sua elezione, sancita lo scorso 19 ottobre, il nuovo Presidente del Consiglio regionale delle Marche, Dino Latini (Udc), aveva tenuto ad evidenziare che “in questo momento particolarmente difficile, caratterizzato da una pandemia di vaste proporzioni, il nostro compito è quello di fornire vicinanza e sicurezza a tutti i marchigiani, anche attraverso atti e provvedimenti che siano caratterizzati dalla massima comprensibilità e chiarezza. Ma non dimentichiamo che se anche all’emergenza sanitaria va data priorità assoluta, c’è poi tutto l’altro mondo della normalità che viaggia su altro binario e che attende, comunque, delle risposte”.
Binari essenziali su cui far viaggiare il Consiglio regionale nei prossimi anni, con l’auspicio di attivare collaborazione e confronto costruttivo, condiviso con gli altri membri dell’Ufficio di Presidenza, i Vice Gianluca Pasqui (Fi) e Andrea Biancani (Pd), i Consiglieri segretari Luca Serfilippi (Lega) e Micaela Vitri (Pd).
Determinante, in questa direzione, il lavoro delle Commissioni consiliari, chiamate ad interagire negli ambiti degli Affari Istituzionali e Bilancio (Presidente Enzo Marinelli della Lega e Marta Ruggeri del M5s), Sviluppo economico (Presidente Andrea Putzu di Fdi, Vice Antonio Mastrovincenzo del Pd), Governo del territorio (Presidente Andrea Maria Antonini della Lega e Luca Santarelli di Rinasci Marche), Sanità (Presidente Elena Leonardi di Fdi, Vice Simona Lupini del M5s). Ed altrettanto determinante l’apporto del Comitato per il controllo e la valutazione delle politiche (Presidente Jessica Marcozzi di Fi, Vice Anna Casini del Pd), organismo istituito nel 2017 e che tra gli obiettivi prioritari annovera la verifica della qualità e dei risultati della legislazione regionale, anche nell’ottica del controllo della spesa, nonchè sull’attuazione del programma di governo regionale.
In occasione della “Giornata delle Marche”, il Presidente Latini è tornato a ribadire l’importanza della coesione in una regione che nell’ultimo periodo ha dovuto affrontare più d’una criticità. “Le Marche – ha detto – sono chiamate nuovamente a resistere. Oggi per l’emergenza sanitaria, prima ancora per il terremoto, da anni per una crisi economica che inevitabilmente si acuisce ad ogni momento di ulteriore difficoltà. Dalla coesione e da una ritrovata identità possono nascere nuove speranze per il futuro, che le istituzioni, però, dovranno saper supportare in modo adeguato affinchè nessuno sia costretto a rimanere indietro”.

IL BILANCIO DEL CONSIGLIO REGIONALE
Nuove prospettive e processi di lavoro, il “benessere” organizzativo, una modernizzazione della pubblica amministrazione. Sono le parole chiave del Bilancio di previsione dell’Assemblea legislativa.
Stando alle cifre, nel triennio sono previste spese di competenza pari a 21.353.640 euro (2021), 21.150.275 (2022), 21.258.571 (2023). Nel complesso, il bilancio resta in linea con le gestioni degli anni precedenti, che evidenziano una stabilità nel contenimento delle spese di funzionamento. Volendo distinguere il fabbisogno degli Organismi regionali di garanzia (Garante dei diritti, Commissione pari opportunità e Corecom) questo ammonta rispettivamente a 307.996, 307.995 e 308.495 euro.
“L’Assemblea – ha inteso sottolineare il Presidente Dino Latini – sfrutta senza dubbio anche l’attività positiva svolta nella precedente legislatura”.
E lo sfondo in cui va a collocarsi lo stesso Bilancio si arricchisce di nuove riflessioni, così come proposte nell’ illustrazione generale dal Vicepresidente Gianluca Pasqui. “Se da un lato l’avvento della nuova legislatura ha chiuso un quinquennio caratterizzato da cambiamenti che hanno impattato fortemente sull’Amministrazione – precisa – dall’altro, a nessuno può sfuggire il fatto che lo stesso è avvenuto nel pieno di una situazione assolutamente inedita come quella determinata dall’emergenza epidemiologica, che ha comportato profondi cambiamenti organizzativi, nonchè processi di lavoro assolutamente imprevedibili solo alcuni mesi prima”.
Al centro dell’attenzione le nuove modalità di lavoro, l’accelerazione dei processi telematici, la formazione con soluzioni e prospettive diverse dal passato. “L’occasione da cogliere – evidenzia Pasqui – è quella di modernizzare l’Amministrazione rafforzandone la capacità istituzionale ed amministrativa, intervenendo, quindi, sul livello di digitalizzazione, sulla modifica dei processi organizzativi, sulla qualificazione e formazione delle risorse umane e sulla gestione delle relazioni interistituzionali e con gli stakeholder. Un cambiamento radicale, prima che organizzativo essenzialmente culturale, che presuppone di ripensare la prestazione di lavoro in chiave di obiettivi”.
Tra le mete indicate, il miglioramento dell’attività legislativa attraverso il riordino dell’ordinamento giuridico; una maggiore efficacia dell’attività del Comitato per il controllo e la valutazione delle politiche; la semplificazione della normativa in materia di trattamento indennitario dei consiglieri regionali; la digitalizzazione e dematerializzazione di documenti. A queste, si aggiungono quelle riferite alla diffusione della cultura della legalità, alla trasparenza, al rafforzamento della comunicazione istituzionale, allo sviluppo di iniziative per la partecipazione dei giovani alle attività di valutazione delle politiche, alla valorizzazione della biblioteca dell’Assemblea legislativa regionale, al rafforzamento del ruolo degli Organismi regionali di garanzia.
(ITALPRESS).