EURIZON “RESPONSABILITÀ SOCIALE INELUDIBILE PER STRATEGIE INVESTIMENTO”

Tutti gli outlook sono concordi nell’indicare che i criteri Esg (ambientali, di sostenibilità e di governance) saranno centrali nelle strategie di investimento di tutti i principali gestori e asset manager nel 2020, in un contesto mondiale in cui le masse gestite con questi criteri hanno raggiunto i 30 trilioni di dollari.

Un contesto in cui Eurizon, divisione di asset management del gruppo Intesa Sanpaolo, riveste da anni un ruolo di rilievo, focalizzandosi sulle attività che abbiano un impatto positivo sulla società e favoriscano una strategia di business sostenibile per le aziende in cui investe. Lo ha sottolineato Simone Chelini, Head of ESG & Strategic Activism di Eurizon, nel suo intervento durante la tavola rotonda “The EU Taxonomy and EU Green Bond Standard”, nell’ambito dell’Icma & Assiom Forex Conference, a Milano, presso la Fondazione Cariplo.

“La presidente della Bce, Christine Lagarde, ha pubblicamente detto che nei prossimi anni i Millennials erediteranno fra i 15 e i 30 trilioni di dollari. Sappiamo bene che la sensibilità di questa generazione sui temi della sostenibilità e’ molto superiore a quella delle precedenti, questo darà un ulteriore sostegno alla transizione verso un’economia sostenibile e circolare”, ha spiegato Chelini all’Italpress a margine dell’incontro.

“Oggi si parla tanto di Esg – ha aggiunto – ma l’impegno di Eurizon nella finanza sostenibile nasce da lontano: già nel 1996 e’ stato il primo operatore a lanciare un fondo etico in Italia. Un’eredita’ che ha portato oggi Eurizon – secondo asset manager in Italia con una market share del 15% – a essere di gran lunga leader sui fondi etici e sostenibili, con una quota di mercato del 30% e circa 7 miliardi di masse gestite. In generale, tutta la strategia di investimento della società è improntata a criteri Esg e di esclusione di settori non socialmente responsabili”.

Chelini ha anche parlato di come evitare di cadere nella trappola del cosiddetto “greenwashing”, ovvero le strategie con cui alcune aziende cercano di nascondere dietro a un’immagine sostenibile vecchi business lontani dai parametri della responsabilità sociale: “Una grande mano in tal senso la da’ la tassonomia, che rappresenta un forte strumento in mano agli investitori per analizzare progetti sottostanti ad esempio a green bond e il loro reale contributo alla transizione verso un’economia realmente verde e sostenibile”.