Elezioni, intelligenza artificiale e deep fake. Ecco cosa rischiamo…

Deep Fake news artificial intelligence in media technology concept on virtual screen.

ROMA (ITALPRESS) – L’intelligenza artificiale sta rendendo più facile la vita dei creatori di disinformazione. Se generare fakes e immetterle in rete negli ultimi anni era stato già relativamente semplice, con l’intelligenza artificiale lo è di più. Uno studio pubblicato su Science ha dimostrato recentemente che gli esseri umani non sono in grado di distinguere tra tweet generati da ChatGpt e quelli scritti da utenti reali di Twitter. Un fenomeno ancora più preoccupante se in gioco ci sono le libertà, le conquiste democratiche, il voto libero da condizionamenti.

Nel 2024 in tutto il mondo due miliardi di persone esprimeranno la loro preferenza. Si voterà in 76 paesi. Saranno cinquanta le consultazioni. A marzo sarà la volta del Cremlino. A giugno saranno chiamati alle urne i cittadini di 27 Paesi europei per rinnovare il parlamento. A novembre voteranno gli americani per dare un nuovo inquilino alla Casa Bianca. La preoccupazione per un voto inquinato dalla disinformazione e dalle fake news è più che fondata. Lo è ancor di più adesso che l’intelligenza artificiale consente di generare testi, immagini, video indistinguibili dalla realtà. Lo è ancora di più oggi che ci informiamo non preoccupandoci di scegliere fonti ufficiali, in maniera distratta, superficiale, cercando conferme alle nostre suggestioni e alle nostre paure.

Un assaggio di quanto può accadere è arrivato dagli States, quando un robocall, una chiamata preregistrata con la voce di Joe Biden, ha invitato gli elettori del New Hampshire e del New England a non andare a votare per le primarie. Ovviamente a registrare quel messaggio non è stato il presidente Usa. Ma quanti ci sono cascati o in quanti si è innescato il dubbio o il disorientamento? Situazioni simili si sono ripetute in altre parti del mondo: India, Indonesia, Bangladesh, Pakistan.

On line sono a disposizione di chiunque software che consentono la creazione di falsi audio con i quali – grazie all’intelligenza artificiale – si possono avere dei veri e propri scambi di opinione ignorando che il nostro interlocutore non è reale.

Il progresso dell’AI rende oggi la produzione e la distribuzione di deep fake sempre più economica e alla portata di tutti ma coglie di sorpresa cittadini, società e sistemi legislativi fortemente impreparati. Quanto peserà tutto questo sull’esito delle urne? Quanto peserà sui processi democratici di formazione del consenso? Quanto sui governi del mondo e sugli equilibri geopolitici del futuro?
Angelo Brocato / Italpress

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Fonte foto: Ipa Agency

(ITALPRESS).

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