Costa “Italia leader nella strategia Ue per la biodiversità”

SERGIO COSTA MINISTRO DELL'AMBIENTE

ROMA (ITALPRESS) – “In queste settimane molto si parla di biodiversità e, nella Settimana della natura, affrontando il rapporto tra biodiversità e capitale naturale ci stiamo interrogando su che tipo di biodiversità e che tipo di tutela e valorizzazione vogliamo offrire”. Lo ha affermato il ministro dell’Ambiente Sergio Costa partecipando questa mattina al talk “La biodiversità e il capitale naturale dell’Italia”, organizzato sulla pagina facebook del Ministero dell’Ambiente in) in occasione della Giornata mondiale della biodiversità, che ricorre oggi nel corso della Settimana della natura (18-24 maggio).
Un appuntamento che ha visto la partecipazione della conduttrice e autrice tv Licia Colò, del comandante del raggruppamento biodiversità del Cufaa Raffaele Manicone e con i referenti delle associazioni ambientaliste in seno al Comitato per il Capitale Naturale del Ministero: Gianfranco Bologna (Wwf Italia), Giorgio Zampetti (Legambiente Onlus) e Danilo Selvaggi (LIPU).
“L’Unione europea ha depositato la strategia per la biodiversità nel decennio 2020-2030, una strategia che attendevamo da tempo e che vede l’Italia tra i Paesi leader che l’Ue ha spinto”, ha affermato Costa.
In questo scenario, “il rapporto tra agricoltura e biodiversità è al primo posto – prosegue il ministro -. Quando la strategia ci dice che la tutela della biodiversità passa dalla riduzione del 50% dei pesticidi, ci dice tantissimo: se la biodiversità la sommiamo alla strategia Farm to fork, e se la abbiniamo alla Politica agricola comunitaria che quest’anno dobbiamo rivedere per norma, vediamo che è già previsto che tra il 25 e il 40 per cento della nuova Pac sia di tutela ambientale. Si va dunque finalmente verso una produzione di qualità”.
Nel corso del talk si è inoltre parlato del rapporto tra economia, finanza e natura: “Prima del Covid avevamo già intuito che qualcosa bisognava fare, non solo la singola azione, che è un elemento importante in una visione ma qualcosa di più grande – ha affermato Costa – abbiamo cambiato un pezzo di programmazione pluriennale dell’Italia, il Cipe l’abbiamo trasformato in Cipes, Comitato interministeriale per la programmazione economica sostenibile, per legge ci siamo auto obbligati nei prossimi decenni che tutte le risorse che vanno nei lavori pubblici devono avere la connotazione di sostenibilità. Questo è un vincolo insuperabile”.
Il ministro ha poi voluto ricordare che nel Documento economia e finanza “per la prima volta nella storia della Repubblica italiana c’è scritto che tutto sarà indirizzato verso il green, e si parla esplicitamente di economia circolare e tutela della natura: sono elementi di strategia politica ed economica giganteschi, se non si crea lo strumento di base ci sarà sempre qualcuno che vuole evadere da quest’obbligo”.
(ITALPRESS).