Concessioni demaniali in Sardegna, i capigruppo incontrano la Federbalneari

Sulle concessioni demaniali la Sardegna non ha competenza specifica, la questione deve essere risolta in sede parlamentare e poi a Bruxelles.
Per questo è necessario un confronto diretto e immediato con i parlamentari sardi che saranno invitati per un confronto sui problemi della categoria. E’ quanto è emerso questa mattina durante l’incontro tra la Conferenza dei Capigruppo, presieduta dal Presidente Michele Pais, l’assessore regionale degli Enti Locali, Finanze e Urbanistica Quirico Sanna e una delegazione della Federbalneari.
La volontà unanime espressa da tutti i Capigruppo, senza distinzione di appartenenza politica, è quella di tutelare gli imprenditori sardi del settore che hanno portato avanti con serietà le loro imprese.
La Federbalneari ha ribadito che la manifestazione di questa mattina sotto il Palazzo del Consiglio regionale era di “vicinanza alla Regione”organizzata per sottolineare la linea univoca che esiste tra operatori del settore e le Istituzioni regionali.
La Sardegna – è stato sottolineato più volte – ha precise peculiarità che devono essere valutate. Come la grande incidenza delle micro imprese balneari sarde. Inoltre, la nostra isola è la regione che ha la minore percentuale di territorio demaniale dato in concessione: appena il 23% contro il 40% del resto d’Italia.
L’avvocato demanialista Vincenzo Cellamare, presente all’incontro, ha illustrato un documento che sarà presto protocollato in Consiglio regionale. Tra i punti principali la necessità di una mappatura del territorio, la diversificazione tra nuove concessioni e quelle già affidate, il riconoscimento di “legittimo affidamento”a chi ha già la concessione, la netta distinzione che deve essere chiara in materia, tra “bene” e “servizio”.
L’assessore Sanna ha ribadito che la Giunta regionale difenderà le imprese sarde, ma sempre nel rispetto della Legge e ha sottolineato la necessità di fare una ricognizione esatta e puntuale delle concessioni. Questa ricognizione non può essere certo conclusa, come chiede il Governo nazionale, entro il 1 gennaio 2024. L’esponente della giunta ha lanciato l’allarme su un problema di legalità. Per come sono concepiti i bandi c’è il rischio che le associazioni malavitose – ha detto l’assessore – acquisiscano le concessioni per riciclare denaro.
(ITALPRESS)

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