Comunali a Bologna, Alberani “Il Pd non può rinviare la decisione”

E’ stato il primo a farsi avanti e a presentare un programma e ora che la situazione in casa Pd è in stallo e la pandemia non molla la presa dice che fare le primarie è una “forzatura molto grossa”. A dirlo è Alessandro Alberani, attuale presidente di Acer Bologna, un passato alla guida della Cisl felsinea, e dalla scorsa estate l’uomo che ha rotto gli indugi per primo candidandosi alla corsa a sindaco. “Penso – sottolinea Alberani intervistato dall’agenzia Italpress – che il percorso debba essere portato a termine a breve perché ormai la gestione del segretario (Luigi Tosiani, ndr) e del Pd viene anche guardata in termini di efficacia del percorso, iniziato a settembre”.
Per Alberani “a questo punto saranno la Direzione e l’Assemblea del Partito Democratico a dover prendere una decisione senza rinviare più di tanto”. “Ci sono le condizioni per fare primarie di coalizione? Se no, come pare, – spiega – si scioglie questo nodo che non si faranno primarie di coalizione. Se non ci saranno primarie di coalizione, l’Assemblea può decidere o di fare delle primarie di partito oppure individuare con una percentuale al 60% un candidato unico che andrà scelto fra le varie parti del Pd”. Per Alberani “in una situazione come quella in cui ci troviamo fare le primarie sia una forzatura molto grossa, anche se io ci ho sempre creduto e avevo sempre detto che se ci fossero state non mi sarei tirato indietro. Però viene prima la salute”.
“Vale la pena non cincischiare e decidere per me da subito che queste condizioni probabilmente non ci sono”, taglia corto l’ex segretario della Cisl. “Dico questo – aggiunge – perché c’è bisogno di fare una campagna elettorale vera, ci vuole del tempo, col Covid in mezzo è ancora più difficile. Oggi non vedo questa possibilità, con enorme dispiacere”.
Quanto al candidato, per Alberani ci sono “tutte le condizioni per scegliere un nome unitario. Ovviamente la scelta è difficile perché ormai è risaputo che ci sono due grossi blocchi, quello favorevole alla candidatura di Lepore e l’altro che ritiene non sia una candidatura giusta. Una delle due anime perderà se si sceglierà una persona”.
“In questa fase – aggiunge – si può sempre scegliere una terza via, che io avevo individuato in Elisabetta Gualmini. Mi sarei anche senza troppe difficoltà ritirato perché primo è una donna e tutta questa vicenda dimostra come ci sia pochissima attenzione verso le donne da parte dei partiti in generale, poi perché era competente e non faceva parte dei due blocchi. Io sono un uomo però non faccio parte dei due blocchi. Sono un puro outsider”.
(ITALPRESS).