In commissione cultura Emilia Romagna il piano riapertura centri estivi

BOLOGNA (ITALPRESS) – La gestione dei centri estivi è stata al centro dell’informativa della vice presidente Elly Schlein in commissione Cultura, scuola, formazione, lavoro, sport e legalità, presieduta da Francesca Marchetti. Il punto della situazione era stato anticipato il 12 maggio dalla vice presidente che aveva risposto a un question time. I consiglieri in commissione hanno ritenuto positivo l’aver predisposto un protocollo regionale che si augurano venga presto seguito da quello del governo per avviare le attività dei centri estivi per bambini e bambine. Il “tavolone”, nato nel 2020, come lo ha definito Schlein, ha visto il coinvolgimento di molti attori: Asl, scuole, coordinamenti pedagogici territoriali e altri soggetti, compresi i sindacati. “Il 17 maggio 2020- ha detto Schlein- il governo aveva recepito le linee guida che avevamo proposto”. Da marzo 2021 ci si è attivati, in relazione alla situazione pandemica. “Serve, però, la massima cautela, per l’incidenza delle varianti anche tra le fasce più giovani” ha continuato la vice presidente. “Ora attendiamo che sia il governo a dare le disposizioni nazionali. Abbiamo affrontato le questioni con altre Regioni, un lavoro plurale che ha in sostanza proposto la riscrittura del protocollo nazionale che è stato inviato il 28 aprile al governo”. Esecutivo che è stato di nuovo sollecitato il 5 maggio.
L’orientamento del protocollo è stato condiviso: aumentare i gruppi stabili, che resteranno omogenei e con gli stessi operatori; i gruppi saranno fino a 25 ragazzi e ragazze e sarà mantenuto il rapporto di un operatore per 15 bambini (fino ai sei anni) e di uno a 20 (sopra i sei anni). “Speriamo di non essere smentiti dal protocollo nazionale”, ha chiosato Schlein.
Restano le misure di precauzione. I Comuni possono individuare altri spazi e immobili idonei (ludoteche, centri famiglie, fattorie didattiche, etc), si è definita la dotazione dei servizi igienici e c’è stata attenzione a disabili e agli spazi per gli operatori. “Se le domande saranno superiori alla ricettività- ha chiarito Schlein- la priorità sarà data a partire dalla fragilità famigliare, dalla disabilità e dalla difficoltà di gestire i bambini da parte dei genitori che lavorano”. Il personale dei centri estivi sarà composto da un responsabile qualificato e da operatori almeno diplomati oltre agli ausiliari. Ci saranno anche i volontari di oltre 16 anni, ma questi non possono sostituire l’adulto. La Regione, poi, ripropone il corso formativo (nel 2020 ha avuto oltre 10mila accessi).
Sono, inoltre, mantenute le indicazioni per pulizia dei materiali e dei giochi nonchè la santificazione delle mani. “Ci sarà- ha continuato la vice presidente- l’educazione al distanziamento di 1 metro e di 2 metri per le attività sportive. E ancora, attenzione ai pasti, accompagnamento e ingressi scaglionati, possibilità di controllo della temperatura”. Per i bambini e adolescenti con disabilità, l’invito è di aumentare gli operatori: uno per ogni bambino o bambina.
Una delibera della Regione ha approvato lo stanziamento di 6 milioni di euro, provenienti dal Fondo sociale europeo, per abbattere le rette e sostenere la conciliazione dei tempi di vita. “Abbiamo chiesto al governo- ha ricordato Schlein- di rifinanziare i centri estivi: nel 2020 sono stati stanziati 130 milioni di euro e in Regione ne sono arrivati 10. Per le rette è stata confermata la flessibilità e aumentata soglia Isee da 28mila a 35mila euro per aumentare la platea. In totale, nel 2020, dei 6 milioni ne sono stati usati solo 3,5”.
La consigliera Valentina Castaldini (Forza Italia) ha commentato “che se le ipotesi della Regione vengono confermate dal governo, credo possano soddisfare molti gestori, anche nel pubblico”. Castaldini ha evidenziato alcune preoccupazioni: una gestione oculata dei soldi non spesi e “immaginare nuovi percorsi per spendere al meglio soldi europei che ci spettano. Se rimangono 2,6 milioni da spendere si diano alle categorie più deboli, ma si includa anche nei servizi un menu più ampio per un’offerta educativa più interessante (ad esempio, corsi di lingua inglese, vacanze con socializzazione) e un aiuto culturale alla famiglia”. Sul versante sanitario, Castaldini ha invitato a stabilire convenzioni con farmacie per i tamponi nei centri estivi”.
Schlein ha risposto che “la Sanità equipara il personale dei centri estivi a quello della scuola. Una parte di educatori è già vaccinata. Per i tamponi rapidi, da mesi c’è la possibilità di farli in farmacia per bambini e familiari, una scelta che manterremo (oltre 570mila rapidi). Rifletteremo, poi, su ulteriori iniziative da proporre in estate”.
Stefania Bondavalli (Lista Bonaccini) ha sottolineato “il lavoro ben fatto al ‘tavolonè, che ha tenuto i contatti con i territori. Grazie alla mutata situazione epidemiologica, oggi può variare il rapporto operatori/bambini che può tornare a quello dei tempi ordinari. In attesa del protocollo nazionale, però, va mantenuta la prudenza e servono precauzioni. Occorre agire in fretta, perchè la richiesta dei territori è pressante”.
Secondo Marilena Pillati (Partito Democratico) “la Regione ha fatto bene a darsi un protocollo. Si parla di attività per i bimbi dai 3 anni in su, ma non della fascia 0-3 anni. Penso che le attività per questi ultimi continueranno con le stesse modalità dei nidi (alcuni Comuni da giugno passano le attività a cooperative e possono accogliere anche chi non ha frequentato nell’anno), che, seppur con difficoltà, hanno funzionato”.
(ITALPRESS).