Campagna Airc sulle reti Rai, Soldi”Combattiamo fake news sulla scienza”

ROMA (ITALPRESS) – “Ci sono momenti che sono più importanti di altri” recita lo spot che promuove la consueta campagna di raccolta fondi a favore dell’Airc – Associazione Italiana Ricerca sul Cancro che si svolgerà sulle reti Rai da domenica 31 ottobre a domenica 7 novembre. Non a caso ad aprire la conferenza stampa di presentazione, che si è svolta questa mattina nella sede Rai di viale Mazzin, è stata la presidente Marinella Soldi: «Questa iniziativa è nata grazie a un’icona della televisione, Pippo Baudo, che nel 1995 capì che c’era bisogno di portare nelle case degli italiani una corretta informazione su una malattia che anche lui ha avuto» ha ricordato la Soldi, riferendosi alle “Storie al microscopie” proposte da Baudo.
Da allora sono passati 26 anni e «l’alleanza tra Airc e Rai ha contribuito ad abbattere tabù, a far sentire meno soli i malati e a raccogliere fondi. L’anno scorso – ha riferito la presidente – sono stati raccolti 7 milioni e 300 mila euro e in tutte le 25 edizioni passate 122 milioni di euro che stanno finanziando il lavoro di 5.000 ricercatori e ricercatrici». Anche questa volta la Rai si mobilita in blocco e, «in un’epoca in cui le fake news dilagano si impegna a combatterle in ambito scientifico».
Si parte il 31 ottobre su Raiuno con “Domenica in”: Mara Venier accenderà il numeratore delle donazioni e ospiterà il regista Ferzan Ozpetek, il cui film “Allacciate le cinture” affrontò con rara sensibilità l’impatto del cancro sulla vita delle persone. A seguire, sempre su Rai1, appuntamento con una puntata speciale de “L’Eredità”, in cui Flavio Insinna giocherà con sette concorrenti d’eccezione: insieme a Roberta Capua e Gabriele Cirilli si sfideranno veri volti AIRC – ricercatori e testimoni della ricerca – per dare l’assalto alla “ghigliottina” e, insieme alle donazioni del pubblico, sostenere nuovi progetti di ricerca.
Da lunedì 1 novembre, saranno moltissime le trasmissioni radio e tv che ospiteranno contenuti di approfondimento ed emozionanti testimonianze e l’impegno coinvolgerà anche RaiPlay e i social della Rai. Numerosi, come sempre, i volti noti in campo, a partire dagli ambasciatori Airc Carlo Conti e Antonella Clerici per proseguire con Roberta Capua Gabriele Cirilli Loretta Goggi Margherita Granbassi, Carolyn Smith i campioni Paolo Pizzo e Gianmarco Tamberi, solo per citarne alcuni. A tutti loro è affidato il compito di coinvolgere il pubblico, raccontando i progressi della ricerca e invitando le persone a donare.
«Per l’Airc questa è una campagna importante in 26 anni sono stati raccolti oltre 120 milioni che finanziano progetti importanti» ha detto il presidente Andrea Sironi, sottolineando che «la campagna non riguarda solo la raccolta fondi ma anche l’informazione al pubblico sulla prevenzione e la cura dei tumori. E’ un importante esempio di servizio pubblico». Per Sironi «questo è un momento molto particolare. La crisi pandemica ha portato a una maggiore sensibilità degli italiani sul valore della ricerca scientifica. Anche lo sviluppo dei vaccini contro il Covid ha beneficiato dei frutti della ricerca oncologica, sopra i vaccini mrna e si è innestato un processo virtuoso. E’ il momento per investire di più anche perchè sono stati fatti enormi progress e perchè il cancro è ancora un’emergenza» visto che per il solo 2021 «ci aspettiamo circa 180 mila decessi. E con il Covid si sono rallentati gli screening e le diagnosi». Il presidente Airc osserva che «tutti i settori della ricerca hanno bisogno di investimenti. E’ molto importante la ricerca di base, a cui le case farmaceutiche non sono interessate perchè non ha una ricaduta immediata sul paziente ma che serve ad ampliare le conoscenze. Come ad esempio, la ricerca sul genoma». Allo stesso modo è importante «investire sui giovani ricercatori perchè da loro possono venire le innovazioni più importanti e i progetti più coraggiosi. Gli italiani nella ricerca sono fortissimi, la ricerca è al top ma molti degli italiani che ottengono fondi lavorano all’estero».
Inevitabile un accenno alla diffidenza di alcuni italiani nei confronti della scienza che si concretizza, ad esempio, nella scelta di non vaccinarsi contro il Covid: «Questa resistenza di una minoranza della popolazione c’è in tutti Paesi – osserva Sironi – Per affrontarla la chiave è data da istruzione e divulgazione. La scienza è fatta di un metodo rigoroso e questo metodo va compreso. Capire i meccanismi della scienza è importante, forse bisognerebbe investire un pò di più nelle materie scientifiche già a scuola. Non credo nella coercizione ma nell’istruzione».
Ambasciatori Airc per la Rai sono, come dicevamo, Antonella Clerici e Carlo Conti: «Due anni di pandemia ci hanno insegnato che la ricerca è importantissima e deve essere un punto di riferimento per fare un vero gioco di squadra come fa la Rai» dice la conduttrice.Per Conti «è un onore e un dovere essere qua. Sono ambasciatore Airc praticamente da sempre, ero già in Rai quando Pippo inventò questa cosa e ho preso il testimone con Antonella Clerici dalla coppia storica Vianello-Mondaini». Il conduttore, ricordando che «il mio babbo è morto quando avevo 18 mesi per tumore ai polmoni», aggiunge: «Un tempo si diceva un male brutto, c’era il pudore di dire la parola tumore, cancro. Ora, invece, lo diciamo perchè sappiamo che è una malattia sempre più curabile. Credo che il covid ci abbia fatto capire la parola speranza, tutti abbiamo sperato che arrivasse il vaccino e abbiamo capito quanto la speranza sia importante». Conti che lo scorso anno nella settimana della campagna Airc era ricoverato in ospedale a causa del Covid, sarà, naturalmente, coinvolto con il suo programma “Tale e quale show” e parteciperà come concorrente a una puntata dei “Soliti ignoti”.
Dell’importanza della ricerca ha parlato in conferenza stampa anche la ricercatrice Alessia Ciarrocchi: «Il contributo di Airc è fondamentale per la ricerca perchè ha il coraggio di scommettere sulle idee nuove. Il vaccino contro il Covid, ad esempio, è potuto arrivare velocemente perchè c’era già la ricerca sull’rmna, altrimenti non ce l’avremmo fatta. E grazie ad Airc i ricercatori possono lavorare nei laboratori italiani». Anche lei sottolinea l’importanza di una buona e corretta informazione: «La comunità scientifica ha bisogno di raccontarsi alla gente, far partecipare le persone alla scienza non è un modo per abbassarne il livello ma per fare ricerca consapevole. Poter parlare correttamente di scienza sulla Rai e far vedere che la scienza è fatta di persone è modo per avvicinare le persone alla scienza». Purtroppo, ha concluso, «nelle nostre istituzioni si fa fatica a investire sulle infrastrutture della ricerca e sulle persone. Il sistema su cui poggia oggi la ricerca deve cambiare, non ci sono le normative adeguate». Un esempio? Lei, che è una ricercatrice affermata, continua a lavorare con contratti a tempo determinato che si rinnovano ogni tre anni.
(ITALPRESS).