BOCCIA “SBLOCCARE 60 MILIARDI PER LE INFRASTRUTTURE”

“Chiediamo un’operazione anticiclica infrastrutturale che vale oltre 60 miliardi di risorse, tutte già stanziate. Serve avviare le opere, creare occupazione, collegare territori, includere persone. È la grande priorità del Paese da affrontare con un cronoprogramma chiaro e snellendo le procedure. Basta con i tempi biblici per aprire i cantieri”. Così, in un’intervista a la Repubblica, il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia. Secondo il leader degli industriali “dovremmo recuperare quello che ormai è oggetto di distrazione della politica: il lavoro. Tornare ai fondamentali del Paese. Italia Repubblica fondata sul lavoro, fattore di coesione. Prima ancora che da una visione di politica economica che metta al centro l’industria, occorrerebbe capire in anticipo quali saranno gli effetti sulla società e sull’economia reale delle decisioni che si prendono”. Sulla questione Ilva osserva: “Era molto meglio evitare questa crisi, ma a questo punto credo che nel confronto serrato tra le parti si possa adattare il piano industriale, utilizzare gli ammortizzatori sociali vista la congiuntura del mercato dell’acciaio, e mantenere la mission di realizzare l’acciaieria più sostenibile del mondo in termini ambientali, sociali e economici”.
Comunque “la crisi Ilva ha tante responsabilità. Tutto viene da molto lontano. Oggi dobbiamo evitare di scaricare le colpe sul passato per concentrarci, invece, sulle soluzioni per il futuro. A ciascuno il proprio ruolo: alla magistratura l’individuazione delle responsabilità, alla politica la ricerca delle soluzioni strutturali”. Quanto al comportamento dei sindacati sulle crisi industriali, secondo Boccia è “di grande responsabilità. C’è un grido di allarme che lanciamo insieme, a partire dal Patto della Fabbrica: uscire dalla tattica e dal ‘presentismo’, da una perenne campagna elettorale, ed entrare nelle questioni. Con una visione di medio termine che aumenti l’occupazione e includa i giovani”. Infine, sulla manovra dice: “Siamo critici su un impianto che va ad incidere sui fattori di produzione — plastic tax, sugar tax, auto aziendali — , ma apprezziamo il metodo di confronto di Gualtieri e Patuanelli. Confidiamo in un passo indietro su questi provvedimenti per costruire un percorso di transizione che faccia dell’Italia una punta avanzata”.
(ITALPRESS).