Baglioni spegne 70 candeline, una vita in musica

“’51 Montesacro e tutto cominciava in un subaffitto e un muro che sudava”. Nel primo verso di “Uno”, introduzione dell’album “Strada Facendo” pubblicato nel 1981, Claudio Baglioni parlava così della sua nascita. Domenica prossima il cantautore di “Questo piccolo grande amore”, nato il 16 maggio 1951 nel quartiere romano di Centocelle, compirà 70 anni. Sedici album in studio, tredici album dal vivo, 5 raccolte, 3 album di cover e 25 tour sono il bilancio di una carriera lunga oltre 50 anni cominciata nel 1969 quando firmò il suo primo contratto con la Rca seguito dalla pubblicazione di “Una favola blu” e del suo album d’esordio “Claudio Baglioni”. Il successo vero, però, arrivò soltanto due anni dopo quando il concept album “Questo piccolo grande amore” arrivò al primo posto in classifica.  Con quell’album, e in particolare con la title track Baglioni ha avuto un rapporto contrastato arrivando perfino, per sua stessa ammissione, a odiarla. A fargli fare pace con “Questo piccolo grande amore”, declinata poi anche nel libro Q.P.G.A. e nell’omonimo film, fu nel 1985, un sondaggio popolare, che ha eletto quel brano “canzone del secolo”. Artista schivo in origine, Baglioni si è trasformato con il passare degli anni diventando anche un personaggio televisivo quando con Fabio Fazio condusse nel 1997 “Anima mia”, programma andato in onda su Rai2 rievocativo degli anni 70. Sempre con Fabio Fazio torna in televisione nel 1999 con “L’ultimo valzer”, mentre nel 2018 e nel 2019 è direttore artistico e conduttore del Festival di Sanremo. Laureato in archittetura, un figlio nato nel 1982 (oggi chitarrista) dal matrimonio con Paola Massari, per il quale scrisse “Avrai”, Baglioni non si è mai tirato indietro nello schierarsi sulle questioni sociali sin dalla sua partecipazione nel 1988 alla tappa italiana del tour di Amnesty International “Human Right Now!. A quella sono seguiti la partecipazione al Live 8 organizzato da Bob Geldof a Roma al Circo Massimo e al “Concerto contro la mafia” e a “Giù la maschera” a Palermo, dopo l’uccisione dei giudici Falcone e Borsellino. Organizza, poi, in proprio a Lampedusa, dove ha una casa, dieci edizioni del Festival “O’ Scia” per promuovere il rispetto reciproco e il valore della diversità. Dal 1999 a oggi ha pubblicato soltanto 4 album di inediti, ma non ha lesinato sui tour che sono stati 13 (compreso “Capitani coraggiosi” con Gianni Morandi) e sugli album live, ben 7. Lo scorso 4 dicembre ha pubblicato “In questa storia che è la mia” con cui il 2 giugno dall’Opera di Roma sarà protagonista sulla nuova piattaforma ITsART, dell’omonimo evento in streaming con la partecipazione di Pierfrancesco Favino e l’etoile Eleonora Abbagnato, che trasformerà in ambiente scenico ogni spazio del Teatro – dal palchi alla platea, dal foyer ai camerini – nel quale va in scena. E’ stato invece rimandato al 2022 il tour “Dodici Note” che avrà come cornice le Terme di Caracalla a Roma, il Teatro Antico di Siracusa e si concluderà all’Arena di Verona.
(ITALPRESS).