ATTACCO USA, FRANCIA E REGNO UNITO IN SIRIA

Stati Uniti, Francia e Regno Unito, la notte scorsa, hanno attaccato tre obiettivi militari in Siria. L’intervento congiunto è stato disposto in segno di ritorsione per l’attacco chimico compiuto il 7 aprile a Douma, dal regime del presidente Bashar al Assad.

I bombardamenti aerei, secondo quanto si è appreso, hanno colpito un sito di ricerca a Damasco, sospettato di essere legato alla produzione di armi chimiche e biologiche, un deposito di armi chimiche a ovest della città di Homs, più a nord, ed una importante postazione militare del regime siriano, sempre vicino a Homs.

L’attacco è stato annunciato da un discorso del presidente americano Donald Trump, che nei giorni scorsi aveva minacciato in diverse occasioni il regime di Assad per l’attacco chimico a Douma, nel quale erano state uccise almeno 40 persone. Anche il primo ministro britannico Theresa May e la Francia hanno confermato la loro partecipazione all’intervento militare.

Il presidente del Consiglio, Paolo Gentiloni, è stato costantemente informato questa notte degli sviluppi degli attacchi militari in Siria, mantenendosi in contatto con i ministri Esteri e Difesa e con i vertici militari.

“L’azione di questa notte – ha detto Gentiloni – e’ stata circoscritta, mirata a colpire le capacita’ di fabbricazione o di diffusione di armi chimiche: non puo’ e non deve essere l’iniziodi un’escalation. Questo e’ quanto l’Italia a tutti i livelli ha ribadito nei giorni scorsi e continuera’ a ribadire nei prossimi giorni. L’Italia non ha partecipato a questo attaccomilitare, lo hanno condotto gli Stati Uniti, la Francia e il Regno Unito: sono Paesi alleati e con gli Usa la nostra alleanza e’ molto forte e particolare. Il supporto logistico che noi forniamo tradizionalmente ai nostri alleati, in particolare agli Usa, in questo caso particolare, noi abbiamo insistito e chiarito che non poteva in alcun modo tradursi nel fatto che dal territorio italiano partissero azioni direttamente mirate a colpire la Siria”.

Secondo Gentiloni “non e’ il momento dell’escalation, e’ il momento di mettere al bando le armi chimiche, e’ il momento della diplomazia e del lavoro per dare stabilita’ e pluralismo alla Siria dopo sette anni di un conflitto tormentato e terribile”. “Non è troppo tardi per lavorare alla soluzione della crisi siriana, anzi quello che e’ successo e deve restare circoscritto puo’ essere un ulteriore campanello d’allarme, uno stimolo e una spinta a dare centralita’ al processo di dialogo e negoziato – ha sottolineato -. Ne ho parlato anche in queste ore con il responsabile delle trattative per le Nazioni Unite, l’ambasciatore De Mistura”.
(ITALPRESS).

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