A Venezia boom richieste per palazzi storici su Canal Grande

L’emergenza sanitaria ha avuto un forte impatto sul settore immobiliare frenando, da una parte, il mercato ma, soprattutto, cambiando ciò che si desidera acquistare: case più grandi, con giardini e terrazze, dove si possa vivere e lavorare, non solo pernottare. Grazie allo smart working, la percentuale di persone che hanno comprato nell’hinterland e in altre province è salita del 44,6%, mentre nel terzo trimestre del 2019 si fermava al 38,2%; fenomeno ancora più evidente a Roma, dove si passa dal 14,25 all’attuale 32,6%. Ma se questa è la situazione a livello medio, ad alti livelli il trend è ancora più significativo. Sono emblematici i fenomeni americani di Aristocrat o di Vivos, bunker di gran lusso da 8 milioni di dollari a unità, o è il caso di Soneva Fushi, resort di super lusso delle Maldive, completo fino a marzo perché affollato da smart workers che lavorano da lì.
In Italia i “ghetti di lusso” storici non mancano, un caso è Venezia “dove – dice Anne Marie Doyle di Venice Sotheby’s International Realty – il mercato immobiliare, nonostante il Covid e il consueto calo invernale, è più vivace del solito, grazie a una clientela internazionale di alto livello che considera Venezia sempre più un’alternativa di stile di vita positiva rispetto alle città che hanno sempre desiderato, un luogo che si può raggiungere facilmente per trascorrervi lunghi periodi di tempo libero, o per continuare a lavorare da casa. Ma rappresenta soprattutto il culmine di un sogno in cui o si possiede la proprietà di quel palazzo che si è sempre voluto e si contribuisce alla conservazione della cultura e della storia, oppure no”, conclude. La clientela di Venice Sotheby’s Realty è principalmente europea: Francesi, inglesi, svizzeri, austriaci, ma non mancano clienti americani o perfino da Australia o Hong Kong. Cercano gli storici palazzi sul Canal Grande, Dorso Duro, San Marco, ma anche San Polo.
(ITALPRESS).