CLIMA E IMPRESE, ARRIVA IL GREEN REPORTING

Per il 68% delle imprese il cambiamento climatico è un tema strategicamente rilevante e oltre il 90% rendiconta regolarmente le proprie emissioni di gas serra. Ma solo il 17% riporta un target di riduzione delle emissioni e ancora meno, il 5%, adotta un target in linea con gli impegni dell’Accordo di Parigi. Inoltre, solo il 21% delle imprese rendiconta con chiarezza sugli investimenti effettuati per miglioramenti ambientali e meno di un’impresa su dieci riporta gli impatti ambientali connessi all’utilizzo dei propri prodotti.

È quanto emerso dal corso di un convegno organizzato dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile.

Questi dati hanno portato la Fondazione a individuare 6 raccomandazioni per le imprese in tema di green reporting: dare più spazio alle tematiche ambientali; mettere al centro la qualità ambientale dei beni e servizi; misurare le proprie performance ambientali; misurare e ridurre la carbon footprint di processo e di prodotto; orientare il modello di business in chiave circolare; un nuovo patto tra imprese e territorio.

“Oggi – ha spiegato Raimondo Orsini, direttore della Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile – il classico rapporto di sostenibilità che fanno le imprese sta diventando qualcosa di più importante e incisivo. Sta diventando un sistema di strategia e di management. Per questo abbiamo dato sei raccomandazioni per il green reporting”.

Per Lorenzo Tagliavanti, presidente della Camera di Commercio di Roma, “in Italia, così come nel resto del mondo, la necessità di cambiare passo è ormai un fatto assodato. Il mondo delle imprese ha già compreso da tempo che la sostenibilità, oltre a essere una scelta obbligata, è un fattore in grado di crescita delle imprese stesse. Il settore della green economy registra in grande espansione un’azienda italiana su quattro ha investito nel settore green”.

“La vision del nostro gruppo è un po’ cambiata negli ultimi anni – ha spiegato Lorenzo Radice, responsabile Sostenibilità di Ferrovie dello Stato – non è più soltanto treno, ma fa mobilità. Nella nostra visione si è inserita una parte che non c’era ossia mobilità integrata per creare valore per il territorio. Abbiamo fatto un’analisi, definito le priorità per il gruppo e su queste abbiamo cominciato ad agire con un pianificazione e obiettivi di lungo periodo. I tre obiettivi sono: l’area della sicurezza, con zero incidenti mortali; arrivare alla decarbonizzazione del nostro business; convincere sempre di più a utilizzare la soluzione del ferro sia per le persone che per le merci”.

Chi ha nella sostenibilità e nella green economy il proprio Dna è Conai: “Noi siamo il consorzio che si occupa dell’avvio al riciclo e al recupero degli imballaggi – ha spiegato Simona Fonata, responsabile Centro Studi/Area Prevenzione Conai -. Dal 2013 abbiamo un nuovo sistema di rendicontazione ambientale. Abbiamo cominciato a intraprendere questo percorso, abbiamo intrapreso un approccio estensivo con tutte le ricadute dirette e indirette nei percorsi di filiera. Siamo fortunati di poter lavorare con soggetti che lavorano in rete perché ci consente di poter analizzare i costi e benefici della raccolta differenziata”.

Dal punto di vista economico i cambiamenti all’interno delle imprese ha bisogno di finanziamenti e qui entrano in gioco gli istituti bancari. “La green economy per noi è un’attività reale – ha detto Michele Rocco, Head of Csr Monitoring & Development Office di Intesa Sanpaolo-. Quello che accade è lo spostamento sul prodotto piuttosto che sul processo, quello che sta accadendo è che ci stiamo facendo carico di una responsabilità che è attesa dagli analisti. Non basta una visione a esercizio concluso, per questo ci siamo cimentati in una rendicontazione semestrale, perché è importante vedere cosa accade in una situazione dinamica. Nel progetto della circular economy insieme alla Fondazione Cariplo, abbiamo creato il circular economy lab per promuovere la circular economy che ha permesso di finanziare con 143 milioni 43 progetti, affiancando così soggetti che puntano su questa economia”, ha concluso Rocco.