TOSCANA, VIA LIBERA A MOZIONE SU EMERGENZA CLIMATICA

Il Consiglio regionale della Toscana oggi ha approvato una mozione, presentata da Sì-Toscana a sinistra, per dichiarare lo stato di emergenza climatica. L’atto impegna la Giunta regionale “ad un’assunzione di consapevolezza e responsabilità, rafforzando ulteriormente le politiche, le azioni e le iniziative volte al contrasto del cambiamento climatico, da considerare una priorità trasversale ai propri piani e programmi, alle politiche economiche e agli accordi da perseguire”; ad attivarsi, come disposto dall’emendamento Pd, “affinché il governo riveda la sua posizione e dichiari lo stato di emergenza ambientale e climatica del Paese, riconoscendo così l’esigenza di porre in essere tutte le azioni necessarie e non rinviabili volte a non compromettere il futuro delle nuove generazioni”. La Giunta regionale è impegnata inoltre a sostenere, in attuazione dell’accordo di Parigi, “obiettivi più ambiziosi per contrastare il cambiamento climatico e decarbonizzare l’economia”; ad attivarsi affinché siano adottate “opportune forme di fiscalità ambientale, rivedendo le imposte sull’energia e sull’uso delle risorse ambientali a favore della sostenibilità, anche attraverso la revisione della disciplina delle accise su prodotti energetici in funzione del contenuto di carbonio, al fine di accelerare la conversione degli attuali sistemi energetici verso modelli a emissioni basse o nulle”; a favorire e incrementare gli investimenti sulla ricerca e lo sviluppo delle fonti di energia rinnovabile, sul risparmio energetico e sull’efficiente produzione dell’energia”; ad assumere “ogni idonea iniziativa finalizzata a sollecitare la partecipazione degli enti locali alla definizione del nuovo quadro energetico ed ambientale determinato dalla dichiarazione di emergenza climatica”. La mozione impegna anche la Giunta a “convocare un gruppo di lavoro paritetico, politico e tecnico tra la Giunta e il Consiglio”, finalizzato alla modifica della legislazione regionale relativa alla programmazione di settore, in linea con quanto previsto dalla stessa legge toscana sull’economia circolare. L’atto è stato illustrato da Tommaso Fattori (Si-Toscana a Sinistra): “La crisi climatica ambientale è un’emergenza”, ha affermato, “la temperatura media terrestre è in aumento costante da tempo è questo è un patrimonio acquisito dalla comunità scientifica e dalle nuove generazioni; purtroppo non lo è da una parte del mondo politico, dove ancora ci sono atteggiamenti negazionistici”. “La politica deve assumersi la propria responsabilità”, ha aggiunto Fattori, e serve “un cambio di passo” dinanzi alla “principale emergenza di tipo planetario che dobbiamo fronteggiare: noi riteniamo che la dichiarazione dello stato di emergenza sia il primo passo nella direzione giusta”. La Regione Toscana, così facendo, “sarebbe la prima in Italia”. Giacomo Giannarelli (M5S) ha annunciato il voto favorevole, ma ha precisato di non condividere “il maggior sollecito al Governo centrale: il ministro Costa sta facendo cose che non si erano mai viste negli ultimi 40 anni in Italia”. Il consigliere ha citato vari esempi, dall’iniziativa plastic free alla la battaglia sugli sprechi degli inceneritori e tutti i temi legati all’economia circolare, “che fanno parte del contratto di governo”. “Diamo a  Cesare quel che è di Cesare”, ha affermato Giannarelli, “ non si può dire che non ci sia attenzione ambientale nell’agenda del ministro dell’ambiente”. Leonardo Marras(Pd), nell’illustrare gli emendamenti concordati con Si-Toscana a sinistra, ha precisato che le integrazioni vanno nella direzione di riconoscere “alcune azioni che già fanno parte delle linee programmatiche della Regione Toscana”. Inoltre, si sono voluti inserire “alcuni principi e contenuti nella mozione”.  Così, si ricorda che la Regione “riconosce quale principio generale lo sviluppo sostenibile”; che il Consiglio ha approvato le norme in materia di economia circolare: il progetto di cui si è fatta promotrice la Regione, “Arcipelago Pulito, una buona pratica che ha saputo stimolare il legislatore europeo sul tema della raccolta delle plastiche in mare”.