Roma, Sgarbi si candida “Il futuro sindaco sia simbolo della cultura”

ROMA (ITALPRESS) – “Mi presento alle amministrative perchè sono Sgarbi”. Vittorio Sgarbi ha ufficializzato così la sua candidatura a sindaco di Roma durante una conferenza stampa a Piazza Navona con il Comitato promotore del movimento politico “Rinascimento”. Il critico d’arte si presenta nella corsa al Campidoglio come chiaro antagonista dell’attuale sindaco in carica, Virginia Raggi. “Credo di non essere particolarmente simpatico alla Raggi, d’altra parte sa cosa penso di lei e cioè che potrebbe fare utilmente qualunque attività meno che il sindaco di Roma”. Raggi ha lanciato la sua ricandidatura, ma per Sgarbi “che ci sia o non ci sia” nella corsa elettorale “il destino di Raggi è tale che non cambierà niente nè per Roma, nè per noi”.
“Tutti gli esponenti delle varie liste con i loro programmi hanno voglia di cambiare pagina e rinnovare Roma sotto tutti i punti di vista – afferma Sgarbi, parlando dell’appoggio di Geo, Movimento Cittadini Italiani e Sviluppo Italia -. Tra le urgenze: la spazzatura, il rifacimento del manto stradale, le buche, le aree danneggiate dal degrado dopo anni di mala gestione, la sicurezza, la cura dell’arte e riaperture programmate di musei e cinema”.
“Io vorrei che fosse un partito di tutti e che fosse il partito della cultura”, ha spiegato Sgarbi, tendendo anche la mano al centrodestra: “E’ importante che ci sia il Rinascimento, qui a Roma come a Milano e a Napoli. E’ evidente però che o il centrodestra converge su di me o io faccio una lista che va contro il centrodestra e che poi al ballottaggio potrà andare anche con il centrodestra. Se loro hanno un loro candidato…e forse ce l’hanno, ma non sono io. E’ chiaro che si dovrà fare un accordo e non posso negare, senza alcun opportunismo, che l’accordo per l’assessorato alla Cultura sia un accordo logico”. A tal proposito ha sottolineato come il futuro sindaco di Roma “non possa non essere un simbolo della cultura italiana. Posso non essere io ma il destino ha voluto che io, quasi vecchio, ora rappresenti la cultura più di molti altri. Non posso immaginare che arrivino Gualtieri o Calenda, che certamente è un fenomeno ma non è il sindaco di Roma, ha un’esperienza distaccata della città, io ho una esperienza fisica dei monumenti e della cultura di Roma”.
(ITALPRESS).