NEL 2020 ARRIVA A TORINO LA BIENNALE “CIRCULAR ECONOMY E ART”

L’economia circolare rappresenta uno dei futuri possibili per la sostenibilità. Ma come fare a spiegarla al grande pubblico? Qualcuno ci prova attraverso l’arte. Si chiama ‘Circular Economy e Art’ il progetto presentato questa mattina all’Unione Industriale che mira a mettere Torino e il Piemonte al centro sul tema dell’economia circolare attraverso la creatività degli artisti. L’iniziativa è su base biennale e partirà nel 2020, ma nel frattempo gli organizzatori hanno preparato una ‘preview’ che permetterà di ammirare alcune opere artistiche già da quest’anno. Istituzioni museali e artisti italiani e internazionali si sono messi in prima linea per la realizzazione di installazioni nelle aree pubbliche di Torino e nelle corti dei palazzi aulici con un’anima ambientalista improntata su un futuro in cui il riuso e la trasformazione sostituiranno il vecchio paradigma basato sui rifiuti e lo spreco. I luoghi dove verranno mostrate le installazioni e si svolgeranno le performance sono molteplici.
Si parte con l’inaugurazione che partirà oggi alle 17 da Palazzo Reale con l’esposizione di Nomade, l’opera di Enrica Borghi che riflette sul riciclo rappresentata da una tenda costruita con materiali di scarto di tipo plastico. Sempre sul riciclo della plastica rifletterà l’opera ‘Mangiami’ di Pep Marchegiani che sarà esposta al Politecnico di Torino. L’installazione mostra una farfalla che sfrutta una bottiglia di plastica per la propria metamorfosi. L’Innovation Center di Intesa-San Paolo ospiterà invece il tronco di Piero Gilardi. ‘Resilience’, questo il nome dell’opera, rappresenta un albero con l’interno visitabile dal pubblico. Entrando si può fare esperienza sensibile della natura sperimentando il potere ciclico e rigenerativo del tronco. A Palazzo Carignano ci sarà invece l’opera di Elisa Caldana ‘Shutterstreet’ che ragiona sulla crisi del piccolo commercio con le conseguenti serrande abbassate e vede in esse un’opportunità di riuso con l’intervento artistico per abbellirle. Queste sono solo alcune delle opere che anticiperanno l’evento del 2020. Tra i protagonisti ci saranno anche le istituzioni della città che si occupano di energia e rifiuti come Amiat e Iren e le realtà imprenditoriali come l’Unione Industriale. Ma anche punti di riferimento artistici come la fondazione Merz, il castello di Rivoli, la fondazione Sandretto Re Rebaudengo e la Gam.
“L’economia circolare -spiega l’architetto Silvio Ferrero, tra i promotori dell’iniziativa- è oggi al centro delle sperimentazioni dei più avazati istituti di ricerca internazionali. Il futuro del nostro ecosistema si gioca tutto nella capacità di eliminare il concetto stesso di rifiuto e spreco, trasformando e rimettendo in circolo ciò che è già stato prodotto. E Torino può diventare un punto di riferimento in questo, anche grazie a questa biennale artistica che riflette proprio sul tema del riuso”.