Micari presenta Libro Bilancio di 6 anni del suo rettorato a Palermo

PALERMO (ITALPRESS) – Fabrizio Micari chiude il suo sessennio accademico di rettorato all’Università degli Studi di Palermo e traccia il bilancio del suo mandato con un libro, “Un’università inclusiva. Sei anni di rettorato: azioni, risultati, successi e riflessioni” nel quale racconta la complessa gestione dell’Ateneo palermitano, i miglioramenti apportati, la convivenza con la pandemia e le innovazioni dal punto di vista tecnologico, senza trascurare quanto di positivo si voleva fare e non si è riusciti a fare. Uno sguardo al passato, una carrellata di numeri, molti dei quali raccontano di un’offerta formativa il cui livello si è innalzato anno dopo anno, ma anche un auspicio per l’imminente futuro di questo Ateneo, nel quale UniPa sarà guidata da Massimo Midiri, dell’area Lagalla, il cui rettorato entrerà effettivamente in vigore dall’1 novembre.
Micari ha presentato il suo libro nel corso di un incontro a Palazzo Steri in cui ha sottolineato ancora una volta i punti cardine del proprio mandato, uno su tutti il valore dell’inclusività, parola chiave del suo sessennio e ricorrente già a partire dal titolo: “E’ un bilancio di questi sei anni. Questo libro ‘Un’università inclusivà, è riassuntivo ed esplicativo della politica dei miei sei anni di rettorato. Nell’aggettivo ‘inclusivà – ha spiegato Micari – sta il senso di quel che si è fatto. E’ quella filosofia che ha provato a mettere lo studente al centro, cercando di eliminare quanto possibile le difficoltà e gli sbarramenti. Aumentando per esempio dal 52% al 70% i corsi di laurea ad accesso libero, cercando di coinvolgere al meglio anche le sedi decentrate. Ma anche allargando la no tax area, operando sempre in funzione del territorio in cui si agisce: e l’Università a Palermo in primo luogo deve pensare alla crescita del territorio”.
Non mancano i rammarichi del rettore uscente, che chiude il suo mandato con il rimpianto di non aver dato un impulso su due aspetti: “Per il futuro spero che si possa diventare a tutti gli effetti l’Università della Sicilia occidentale, ma soprattutto bisogna migliorare le residenzialità per i fuorisede, il numero attuale è drammaticamente basso e non proporzionato alle nostre dimensioni”. Tra i tanti aspetti virtuosi sottolineati, quello della gestione finanziaria, con il bilancio chiuso ogni anno in attivo: “Abbiamo dato vita a un circolo virtuoso dopo un periodo in cui si parlava di decrescita. Chiudiamo con 18 milioni di utile nel 2020, sono soldi che si potranno investire nei prossimi anni per programmare tante altre cose”. A rendere più complicato il suo mandato nel corso di questi sei anni il periodo della pandemia di Covid-19, vista dal Rettore come un’opportunità nel dramma: “La pandemia è stata anche quella un’occasione. Un dramma per tutti e sono state giornate veramente impegnative nell’ultimo anno e mezzo, ma abbiamo imparato che esistono altri modi di fare didattica – ha sottolineato – che non saranno sostitutivi rispetto a quelli tradizionali ma che possono essere integrativi. Abbiamo imparato che si può risparmiare tanto tempo”.
Nella pubblicazione sono indicati una serie di numeri utili per andare a fondo dei passi in avanti di Unipa, in un raffronto tra il primo e l’ultimo anno di rettorato targato Micari: per citarne alcuni, i 10.888 iscritti al primo anno nell’anno accademico 2020/2021 contro i 7.721 del 2015/2016, le 307 borse di dottorato di ricerca contro le 81 del 2015, i 160 corsi di studio attivi rispetto ai 130 del 2015/2016, gli investimenti nell’edilizia universitaria per un totale di 81 milioni di euro, 890 tra assunzioni e promozioni, con la previsione di ulteriori 300 per la fine del 2021.
(ITALPRESS).

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