Marcinelle, Zaia “Onore a figli del Veneto che conosce sacrificio”

il Museo della Miniera e dell'emigrazione a Nembro, gestito dal signor Lino Rota e dalla moglie, a memoria delle dure condizioni di vita dei minatori italiani in Belgio; il sig Rota fu soccorritore durante la tragedia di Marcinelle nel '58 dove persero la vita oltre 200 minatori Bergamo 6 agosto 2012 Ph Sergio Agazzi/Fotogramma Bergamo (Bergamo - 2012-08-06, Sergio Agazzi / Fotogramma Bergamo) p.s. la foto e' utilizzabile nel rispetto del contesto in cui e' stata scattata, e senza intento diffamatorio del decoro delle persone rappresentate

VENEZIA (ITALPRESS) – “Quando parliamo di Marcinelle non possiamo dimenticare che i minatori in Belgio erano manodopera inviata in cambio di quintali di carbone per l’Italia: praticamente uomini barattati con materie prime, sulla base di precisi accordi. Quel giorno del 1956 il Veneto pagò quello scambio con cinque caduti. Li ricordiamo con affetto e riconoscenza perchè sono il simbolo di un Veneto che, contrariamente a quello che qualcuno vuole far credere con scopi politici, ha conosciuto la povertà e il sacrificio e non è insensibile alle difficoltà altrui”. Nell’anniversario della tragedia mineraria di Bois du Cazier a Marcinelle, divenuto giornata dedicata al lavoro italiano nel mondo, il Presidente della Regione del Veneto Luca Z>aia ricorda i corregionali che, insieme ad altri 136 italiani, persero la vita: Giuseppe Corso da Montorio Veronese, Dino Dalla Vecchia da Sedico, Giuseppe Polese da Cimadolmo, Mario Piccin da Codognè, Guerrino Casanova da Montebelluna. “Erano lavoratori seri ed impegnati – aggiunge il Governatore – che affrontarono l’impossibile per garantire dignità alle loro famiglie. Come altre migliaia di Veneti, si fecero conoscere e rispettare perchè nei paesi dove giunsero non andarono a bighellonare o riempire le carceri. Lavorarono duramente, portando benessere e sviluppo nel paese che li ospitava e in quello dove avevano lasciato affetti e radici”. “Marcinelle è un simbolo che ci impone di tenere viva la memoria su questa tragedia – conclude Zaia – Un monito a non dimenticare tutta la storia della nostra emigrazione e, sulla strada di quello che è già un nostro preciso impegno, a garantire sempre maggior sicurezza nei luoghi di lavoro affinchè nessuno debba più rischiare la vita nell’assicurare una vita dignitosa alla sua famiglia”.

foto: agenziafotogramma.it

(ITALPRESS).

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