Luque si difende “Non ho mai abbandonato Maradona”

An Milano 17/10/2013 - presentazione del dvd 'Maradona - Non sarò mai un uomo comune' / foto Andrea Ninni/Image Sportnella foto: Diego Armando Maradona

BUENOS AIRES (ARGENTINA) (ITALPRESS) – Leopoldo Luque non ci sta a fare da capro espiatorio per la morte di Diego Armando Maradona e mentre continuano gli omaggi al Diez, fra i figli comincia la battaglia per l’eredità.
Il neurologo che ha operato alla testa a inizio novembre il Pelusa ha presentato una difesa scritta in cui sostiene di non aver mai abbandonato il suo paziente, essendosi recato in tre occasioni nell’appartemento di San Andres dove è poi morto l’ex Pibe de Oro. “Nessuno poteva immaginare che il suo cuore potesse cedere all’improvviso”, la versione di Luque, che ‘scaricà sulle figlie di Maradona la decisione di affidare a un altro medico la responsabilità delle cure. Non solo: a detta del neurologo, proprio questo medico – la cui presenza è una novità assoluta nell’indagine – avrebbe rifiutato la sua presenza nella casa dove poi Diego è spirato. “Il nostro cliente – scrivono poi i legali del neurologo – non ha mai messo in pericolo la vita o la salute del suo amico, è stato lui a portarlo in clinica per fare un check-up completo e sottoporlo a una Tac”, il riferimento agli esami che hanno poi portato all’intervento alla testa. “Diego è stato poi assistito anche da una psichiatra e da uno psicologo perchè tutti avevano consigliato di curare la sua dipendenza. Non permetteremo che si arrivi a un’incarcerazione solo per offrire un colpo a effetto. Tutti abbiamo bisogno di conoscere la verità. Luque c’è sempre stato quando hanno avuto bisogno di lui e se si parla di negligenza, devono specificare di che tipo”. Quella di Luque è una mossa per cercare di evitare il carcere preventivo, prospettiva di fronte alla quale lo stesso giudice è in pressing sugli inquirenti perchè formalizzino le eventuali accuse e la configurazione del reato mentre per i risultati degli esami tossicologici su sangue e urine di Maradona bisognerà aspettare 10-15 giorni.
La battaglia per l’eredità del Pibe de Oro, intanto, sembra già cominciata. Sia sui media, con scambi d’accuse (“sono distrutta e non so come andare avanti”, lo sfogo di Dalma, che a detta della zia Ana avrebbe abbandonato il padre a se stesso), che in tribunale: la figlia Jana avrebbe già avviato le pratiche legali mentre Dalma e Giannina si sarebbero rivolte all’avvocato Fernando Burlando per rappresentarle. Il primo passo sarà stabilire l’ammontare del patrimonio di Maradona (si parla di 40-50 milioni di dollari) e quanto spetta a ciascuno dei cinque figli riconosciuti, mentre parallelamente andranno avanti anche i procedimenti avviati dagli altri presunti figli del Diez fra La Plata, Cuba e Spagna e di cui si occuperà Matias Morla, ultimo legale dell’ex fuoriclasse del Napoli. Nelle prossime ore in Argentina è atteso anche Diego jr. E mentre l’ex compagna Rocio Oliva continua ad accusare Dalma e Giannina di non averle consentito di dare l’ultimo saluto al Pelusa, Jorge Bilardo, fratello di Carlos, rivela che ancora all’ex ct della Seleccion – da anni sofferente per la sindrome di Hawking-Adams – non è stato detto della morte di Maradona. “Ho parlato con Oscar Ruggeri, assieme ad altri due-tre giocatori di quella nazionale gli faranno visita, vediamo come reagisce e cosa succede”. Commovente l’ennesimo omaggio, stavolta via social, di Carlos Tevez, che già in campo aveva ricordato Maradona sfoggiando la maglia del Boca Juniors indossata dall’ex Pibe de Oro nel 1981. “Ovunque tu sia, mi dai la forza di continuare – ha scritto l’Apache – Non so se sarò all’altezza ma di una cosa sono certo: darò il mio cuore per farti felice. Mi manchi amico”. “La Nacion” rivela infine che molti tifosi provano a visitare la tomba spacciandosi per familiari: “Sapevamo che sarebbe successo ma noi veniamo avvisati prima se viene qualcuno, ci passano i dati per telefono e se qualcuno chiede di accedere chiediamo i documenti”, fanno sapere dal cimitero.
(ITALPRESS).