Lukaku “Conte un mentore. Scudetto? Si parla in campo”

Mg Milano 09/02/2020 - campionato di calcio serie A / Inter-Milan / foto Matteo Gribaudi/Image Sportnella foto: Romelu Lukaku

“Lo scudetto è possibile? Per me la cosa più importante è parlare in campo, dobbiamo giocare e far bene nei 90′. Fuori dal campo non sono una persona che parla tanto. Preferisco esprimermi quando gioco. Ma voglio dare tutto quanto posso per far bene, quest’anno. Per far bene all’Inter”. Protagonista di una prima grande annata in nerazzurro, Romelu Lukaku non fa proclami pur sapendo che le attese sono alte. L’Inter si è rafforzata molto sul mercato ed è la candidata numero uno al ruolo di anti-Juve. “Nella stagione passata non abbiamo vinto il campionato per un punto, abbiamo perso la semifinale della Coppa Italia perchè non abbiamo fatto un gol e poi la finale di Europa League 3-2, in quel modo. Sono cose che succedono – sottolinea in un’intervista alla ‘Gazzetta dello Sport’ – Solo soffrendo si migliora. La vittoria è fatica, è carattere, è analisi dei propri limiti. Ma è combattività, è voglia di riscatto e di successo. Si può perdere, ma solo per imparare a vincere”. Per Lukaku, poi, non c’è garanzia migliore di Antonio Conte. “Per me è un mentore, un padre, una persona che mi capisce veramente bene. E anche io lo capisco e gli sono grato della stima che ha sempre avuto per me. La prima volta che lui mi ha chiamato, sei anni fa, già voleva che fossi acquistato – rivela Lukaku – Per me giocare per lui è veramente la realizzazione di un sogno. Vedi le sue squadre e capisci che puoi, come singolo e come collettivo, imparare tanto e migliorare tanto. Sento di essere cresciuto molto nella stagione scorsa, merito del mister e del suo staff. Ma dobbiamo pensare sia solo l’inizio. Dobbiamo migliorare ancora e Conte è l’allenatore giusto per farlo”. A dare una mano è arrivato anche Vidal. “E’ un giocatore di grande qualità. L’anno scorso abbiamo fatto bene ma se dobbiamo migliorare è in qualità ed esperienza. Due doti che Vidal ha. Non si vince tanto e con squadre diverse se non si è giocatori di livello”. Ma a contare sarà anche la mentalità. “Una squadra vince anche con i magazzinieri o con lo staff medico. Stiamo insieme e insieme vinciamo o perdiamo. Per me giocare nell’Inter è un sogno che si realizza. Non avrei mai potuto immaginare che si avverasse. Io non prendo questa opportunità alla leggera, sono venuto qua per fare bene, per lasciare un segno. Il mister e i compagni mi prendono in giro perchè io mi arrabbio anche quando perdo le partitelle tra noi. Questa è la mia maniera di giocare al calcio, di pensare il calcio. Quando non sarà più così, smetterò”.
(ITALPRESS).