Il Covid spaventa la Serie A: c’è il rischio sospensione

Il Covid-19 minaccia la Serie A. La notizia dei 14 casi al Genoa tra giocatori e staff preoccupa non solo la società ligure e il Napoli, sceso in campo domenica scorsa contro i rossoblù, ma tutto il calcio italiano. Per il momento dalle istituzioni arrivano rassicurazioni sul regolare svolgimento della terza giornata, in programma nel weekend, ma c’è attesa per conoscere i risultati dei nuovi esami medici effettuati dalle due società per capire quanto il virus si sia diffuso. Sospesi gli allenamenti, chiuso e sanificato il centro sportivo e avviati i test anche sul personale esterno al gruppo squadra, il Genoa ha intanto già avanzato la sua idea sul prossimo match, in programma sabato pomeriggio alle ore 18 contro il Torino: “Abbiamo avvisato immediatamente Lega e federazione senza fare alcuna richiesta. Ci aspettiamo però decisioni coerenti con il momento e nell’interesse di tutti – ha spiegato il direttore generale del club ligure, Flavio Ricciardella, ai microfoni di Sky – Oggi non possiamo allenarci, probabilmente nemmeno nei prossimi giorni, quindi affrontare una partita sembra difficile”.
La notizia delle numerose positività, del resto, ha scosso il Genoa, che dopo aver scoperto l’infezione del portiere Perin ha prontamente sottoposto la squadra ai test (“Abbiamo rispettato tutte le procedure imposte dal protocollo prima della trasferta di Napoli”, ha dichiarato il presidente Enrico Preziosi ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli) e domenica ha preso l’aereo soltanto dopo aver avuto l’esito negativo degli esami effettuati, con l’eccezione di Schone subito positivo e rimasto in Liguria. Dal Napoli, invece, al momento nessun commento. La società campana ha attivato le procedure previste dal protocollo e ha sottoposto l’intero gruppo squadra ai tampone: c’è ancora tempo per preparare il big match contro la Juventus, in programma domenica sera a Torino, ma la preoccupazione è inevitabile. Dal mondo delle istituzioni, però, l’ipotesi di rinviare il match o addirittura fermare la Serie A al moomento è scartata. “Sicuramente la notizia del Genoa è una tegola a ciel sereno, perchè il protocollo della Figc è molto serio e articolato – ha osservato il ministro per le politiche giovanili e lo sport Vincenzo Spadafora – Prese tutte le misure di cautela per il club ligure, vediamo i risultati dei test effettuati al Napoli ma credo che il campionato sia ancora in grado di svolgersi nel modo previsto”.
“Con il presidente della Figc Gravina e il presidente della Lega Serie A Dal Pino, che peraltro incontrerò la prossima settimana, farò il punto della situazione – ha aggiunto Spadafora -. Del resto l’inizio del campionato per noi è una sperimentazione, stiamo provando modalità nuove per portare avanti quella normalità auspicata, ovviamente con tutte le cautele necessarie. La differenza tra il protocollo Uefa (che fissa in 13 il numero minimo dei calciatori disponibili per la disputa delle partite, ndr) e le regole italiane? E’ un tema che va posto alla Figc più che al ministero dello sport. Noi siamo sempre pronti ad accogliere qualunque elemento migliorativo”. “Il protocollo funziona” e si va avanti con la “massima attenzione”, ha spiegato il presidente della Commissione medica federale Paolo Zeppilli, al quale si è aggiunta la voce del medico sociale del Bologna e responsabile dei medici della Serie A Gianni Nanni: “L’intera giornata per me non è a rischio, probabilmente si dovrà decidere solo su Genoa-Torino, a meno che non ci saranno altre sorprese, come nel Napoli. Se non avremo numeri catastrofici, la cosa si concluderà con una sola decisione su Genoa-Torino”.
Ma lo spettro della sospensione dell’intera Serie A incombe comunque sullo sfondo. “Se ci fossero altri casi nel Napoli io, da medico e non da viceministro, direi che la cosa migliore sarebbe fermarsi almeno per sette giorni – ha dichiarato Pierpaolo Sileri, viceministro della Salute, ai microfoni di ‘Un Giorno da Pecorà su Rai Radio 1 – Ci dovremmo comportare come facciamo con i focolai: se c’è una squadra con 14 persone positive, disputare una partita è quasi impossibile. Ora il Napoli deve fare i tamponi, ma in una certa tempistica: bisogna aspettare un periodo di incubazione di 4-6 giorni, intanto devono andare in quarantena i giocatori che hanno avuto dei contatti stretti con i giocatori del Genoa. Continuare a mantenere le distanze è fondamentale”.