Il coronavirus fra tracotanza e stupidità

Cina-Italia: oltre al coronavirus, immensa tragedia e probabile strascico d’odio (non a caso i cinesi di fuori e di dentro ci stanno teneramente riempiendo di mascherine e soccorsi vari per sedare i sensi di colpa), è un incontro fra le più grandi civiltà della storia: noi con la ricchezza dell’arte – ne possediamo il settanta per cento del mondo – loro con il primato assoluto della creatività e della memoria. La memoria che manca a noi, spesso sollecitati a traversare il parco delle rimembranze o spinti – da Foscolo – a metter piede in Santa Croce per onorare “l’urne de’ forti” e muoversi poi a “egregie cose”. Son passati pochi giorni dalle “inique sanzioni” dei decreti legge – in realtà tardivi divieti al suicidio – che già c’impegniamo in dispute futuribili come se dal picco del virus fosse iniziata la discesa.

Magari. Ma com’è triste, in realtà, veder scendere in campo i ragiunatt che, come se fossimo tutti di Bruxelles – un forte concentrato di tracotanza e stupidità – fan di conto senza badare alla salute. Che verrà quando vorrà. O alla salvaguardia della cultura, vicino ai tanti piccoli italiani che prima o poi dovranno capire cos’è successo. Nei giorni della guerra non si sapeva che fare, oltre ad aver paura, e a quattr’anni ho imparato a leggere e a scrivere. No, qui si fa il conto dei danni prim’ancora di averli… finiti.

Ottimismo? No, la solita storia della fila, mettiamoci dove comincia perché non si sa mai come va a finire in coda. A chiese e scuole chiuse, nulla di sacro a disposizione, ci dedichiamo volgarmente al business. I più preparati già hanno i conti da presentare alla Patria per un generoso sostegno ai bilanci indeboliti dal virus. Danni di guerra, si chiamavano, danni da virus si chiameranno.

Non ho voglia di ridere ma mi sforzo. Nel calcio stanno già arrivando i conti. Volete sapere a quanto ammonteranno i danni per la Juve, visto ch’è la più ricca, la più forte, quella – sentite sentite – che ha più da perdere? Nel caso in cui tutte le competizioni per club a livello nazionale e internazionale fossero annullate a causa del coronavirus, l’impatto negativo sui ricavi della Juventus per la stagione 2019-2020 potrebbe essere di circa 110 milioni di euro. Beati i poveri. Vincere non è importante, sopravvivere è l’unica cosa che conta.

(ITALPRESS).