CONFRONTO UE SU CAPACITY MARKET

In questi giorni, con il Trilogo UE (incontro che vede coinvolti rappresentanti del Parlamento del Consiglio e della Commissione nella fase ascendente della normativa, prima della formalizzazione) si decide a livello comunitario il market design del settore energetico e i nuovi meccanismi del capacity market. Considerando il tema di grande attualità dell’abbandono del carbone, si rendono necessarie alcune riflessioni.

Secondo Utilitalia (la Federazione delle imprese di acqua ambiente e energia) “la recente proposta del Consiglio dell’Unione Europea di limitare ulteriormente la protezione accordata ai meccanismi di capacity market esistenti ai soli contratti ed impegni già assegnati rappresenta una minaccia per la celere implementazione del capacity market in Italia. Non va dimenticato che l’approvazione da parte della Commissione del nostro meccanismo ha richiesto (tra notifica informale e formale) oltre 2 anni e mezzo. Un allungamento dei tempi avrebbe impatti rilevanti sulla sicurezza del sistema: il recente Winter Outlook di ENTSO-E vede per l’Italia, in situazioni climatiche critiche, sia possibili problemi di adeguatezza sia, in alcune zone del Paese, una ridotta offerta di regolazione a scendere”.

“Inoltre, nel lungo periodo, anche l’ambizioso piano di sviluppo delle fonti rinnovabili risulterebbe di difficile implementazione per la mancanza di generazione di back up affidabile. Infine l’assenza di stabili segnali di prezzo potrebbe bloccare i nuovi investimenti necessari per permettere la chiusura delle centrali a carbone nei tempi previsti”, sottolinea Utilitalia, la quale auspica che “l’esito dell’odierno Trilogo UE vada nella direzione di garantire una clausola di salvaguardia – almeno per un periodo transitorio – per i meccanismi già approvati dalla Commissione come quello italiano. La nostra associazione condivide l’obiettivo del Governo di procedere con il programmato phase out delle centrali a carbone e ritiene che esso possa essere concretamente realizzato attraverso l’inserimento, fin da subito, dell’indice EPS nel capacity market, escludendo di fatto la partecipazione di questi impianti al meccanismo. Il MISE dovrebbe celermente adottare il decreto di approvazione della disciplina includendovi i citati limiti emissivi, avviando nel più breve tempo possibile il confronto in ambito UE”.