Boniek “C’è voglia di calcio, ma stadio fa ancora paura”

Domenica Polonia-Italia di Nations League. Partita importante quella di Danzica, non solo per le ambizioni delle due nazionali, ma anche perchè per la prima volta da marzo i calciatori italiani ritroveranno qualche migliaio di tifosi in tribuna. La federcalcio polacca, infatti, aprirà al 25% di spettatori, circa 10mila persone, ma al momento i biglietti venduti sono quattromila. Il numero 1 del calcio polacco, l’ex Juventus e Roma, Zbigniew Boniek, in un’intervista rilasciata al Corriere della Sera ammette: “Penso che sarà molto difficile che vengano in diecimila perché la gente ormai si è disabituata ad andare allo stadio: c’è ancora timore, paura, a muoversi, senza dimenticare che da noi sono in vigore delle restrizioni sull’utilizzo dei mezzi pubblici. La gente ha voglia di tornare allo stadio, ma pensa prima di tutto a proteggersi, a stare tranquilla. C’è preoccupazione per questa seconda ondata, le mascherine sono obbligatorie e cerchiamo come tutti di difenderci meglio possibile”. Per quel che riguarda il campionato locale, Boniek spiega che la Federazione “cerca di agire in maniera tale da non dare nessuna partita vinta a tavolino” e di recuperare le partite rinviate.
In Italia è più complicato e anche per questo si pensa all’introduzione dei playoff. “La cosa va esaminata, non credo che si possano chiudere i calciatori dentro ad un albergo per 3-4 mesi”, dice Boniek che apprezza il lavoro della Uefa. “Si muove benissimo, sia con le finali di agosto, che con le partite secche di qualificazione alle Coppe europee: una soluzione dovuta al coronavirus, ma che mi sembra interessante anche per il futuro”. Boniek parla dei tanti polacchi in Italia, a partire da Milik, ai margine del progetto Napoli. “Mi dispiace perché lì è sempre stato bene e spero che le cose si sistemino quanto prima perché è tutto assurdo. Non riesco a capire fino in fondo la situazione”.
Lewandowski, invece, è sempre il solito bomber spietato e quest’anno avrebbe meritato il Pallone d’oro che France Football ha deciso di non assegnare. “Ai francesi voglio bene, però vai a capirli: per quale motivo Lewandowski non deve vincere il Pallone d’oro? Lo meritava e sarebbe stato il primo polacco a riuscirci. Non so perché hanno deciso così”. Ha vinto tutto col Bayern, ma non la Scarpa d’Oro. “Immobile ha fatto un bel numero e riuscire a battere Lewandowski gli fa grande onore. Ciro è un attaccante di valore e di classe assoluti”.
Proprio in Polonia è nata l’Italia di Mancini. “Sta facendo un grandissimo lavoro, all’interno di un rinnovamento molto profondo. C’è un numero di giocatori bravi veramente impressionante in questa Nazionale e l’Italia gioca un bel calcio, per noi sarà molto difficile fare risultato – dice Boniek -. In questo girone di Nations puntiamo a salvarci. E la verità è che in questo momento siamo già contenti di poter giocare: per parlare davvero delle Nazionali, dello stile di gioco e delle prospettive, bisogna aspettare che passi il Covid e riprendere la vita normale. Fino a marzo, con l’influenza tradizionale che si aggiunge al virus, ci saranno grandi problemi per tutti”. Tra i tanti polacchi che militano in Italia, anche Szczesny che con Pirlo in panchina, è il regista basso della Juve. “E’ sempre stato bravissimo con i piedi e non solo con quelli. Se in Nazionale fanno a gara a colpire la traversa da metà campo, vince lui”. Per lui Piatek “resta validissimo: uno che sa segnare”, mentre del suo vecchio soprannome, “Bello di notte”, inventato dall’avvocato Agnelli dice: “Per me era un grande riconoscimento, perché grazie anche a quelle giocate abbiamo vinto tante coppe. Chiamano così anche Morata? Mi dispiace che questi soprannomi finiscano in fretta ad altri giocatori. Prima bisogna vincere i trofei internazionali: quando succederà sarò io stesso a cederglielo”.
(ITALPRESS).

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