OROSCOPO
lunedì 17 dicembre 2018

VONN VINCE MA NON BASTA, COPPA DISCESA ALLA GOGGIA

14 marzo 2018

Dopo l'oro, la sfera di cristallo. Sofia Goggia scrive un'altra bellissima pagina della sua incredibile storia e lo fa sulle nevi di Are, in Svezia, dove concede la vittoria di tappa all'amica-rivale Lindsay Vonn ma si porta a casa la Coppa del Mondo di discesa, la prima della carriera. Ci riesce per appena 3 punti perchè la 33enne statunitense fa il massimo, vincendo la gara inaugurale delle finali di Coppa del Mondo, ma Sofia si difende altrettanto bene: alla fine saranno solo sei i centesimi di differenza fra le due regine della specialità ma il +23 con cui si era presentata all'ultimo appuntamento basta e avanza alla 25enne finanziera bergamasca per vincere la guerra. Su una pista accorciata a causa delle avverse condizioni meteorologiche (la prova maschile è slittata di quasi tre ore a causa di vento e nebbia), Sofia parte timida, poi mette il turbo e solo la prova perfetta della Vonn le nega la doppia gioia, ma poco importa: "a lei la gara, a me la Coppa", se la gode soddisfatta la campionessa olimpica, che dopo i piazzamenti di Lake Louise (sesta e nona) ha cominciato la sua scalata col doppio successo di Bad Kleinkirchheim e Cortina e i due secondi posti di Garmisch, entrambi dietro la fuoriclasse americana e sempre di un soffio (2 e 11 centesimi i distacchi). Dopo la parentesi di Pyeongchang, dove si è dovuta accontentare del bronzo, la Vonn è tornata a far meglio della Goggia ma l'82esimo successo in carriera, a -6 dal record di Stenmark, non è sufficiente a mettere le mani sulla sua nona coppa di discesa. Che torna invece in Italia, 16 anni dopo il bis di Isolde Kostner (2001 e 2002) e dieci dopo l'ultimo successo di specialità al femminile (Denise Karbon in gigante nel 2008). "E' stata un'attesa lunghissima ed estenuante ma quello che andava portato a casa ce l'ho, missione compiuta", sorride la bergamasca, che con la coppa di oggi completa una stagione da sogno dopo Pyeongchang. "Ma l'oro non sai se arriva, perchè è una gara secca, anche se poi anche questa coppa alla fine è dipesa da una sola gara". La Goggia si è presentata al cancelletto carica ma anche tesa, specie dopo l'annullamento dell'ultima prova prevista per stamattina. "Fare un solo training e uscire non è facile, poi questa è una pista nuova e mi sentivo abbastanza sotto pressione, irrequieta, ieri sono andata al lago a camminare, correre, avevo bisogno di connettermi a questo posto. Poi sono andata giù e mi sono detta: 'Sofia, i piedi ce li hai, la velocità ce l'hai, gli sci ce li hai, vai'". Ed è andata anche se ha dovuto aspettare fino all'ultima avversaria, compresa quella McKennis poi terza che le ha fatto correre più di un brivido sulla schiena, per esultare. "E' stata una sofferenza pazzesca, è uscito anche più sole per le altre", sottolinea ancora la campionessa olimpica, che non dà troppo peso alla faccia rabbuiata della Vonn perchè "la nostra amicizia esula dalla competizione che è dal cancelletto alla linea del traguardo. Sarà stata dispiaciuta per se stessa". E in una stagione che ha visto anche Peter Fill conquistare la coppa di supercombinata dopo le due di discesa, l'Italia mostra i muscoli piazzando anche altre due azzurre fra le prime dieci, Johanna Schnarf sesta e Nadia Fanchini decima, mentre ha dovuto dare forfait in mattinata Federica Brignone, a causa di un attacco influenzale. Meno bene è andata al maschile, dove Beat Feuz chiude terzo davanti ad Aksel Lund Svindal e conquista la Sfera di cristallo di discesa al termine di una gara che ha visto il successo ex aequo degli austriaci Matthias Mayer e Vincent Kriechmayr: solo 13esimo Dominik Paris, 18esimo Christof Innerhofer. Peccato per Emanuele Buzzi, caduto mentre era in corsa per un posto fra i migliori: botta al ginocchio destro e più tardi accertamenti.


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