PLATINI “GIUSTIZIA ARRIVERA’, MIA SQUALIFICA POLITICA”

“Cosa faccio oggi? Vivo. Ho sfruttato la decisione di quei maledetti della Fifa per un break totale dopo 45 anni. Me ne frego di una sospensione che è una roba da matti. Ora il caso è alla Corte dei diritti umani, a Strasburgo: non mi possono impedire di lavorare nel calcio”. Squalificato per otto anni dal Comitato etico della Fifa con l’accusa di corruzione, sempre respinta al mittente, per aver ricevuto da Blatter un pagamento di 1,8 milioni di euro, pena poi dimezzata dal Tas di Losanna, Michel Platini torna a parlare sulle pagine de ‘Il Corriere della Sera’. “La squalifica non mi ha toccato, non l’accetto: non mi sento squalificato – ha detto il 63enne dirigente francese, ex campione della Juventus e della Nazionale transalpina, che tra un anno si vedrà scadere lo stop – La Svizzera mi ha assolto, la Fifa doveva assolvermi e non l’ha fatto per ragioni politiche. Tutto è stato politico. Non so che farò poi. L’asticella era già alta, andare più su di dove sono arrivato è complicatissimo”. Dell’attuale Fifa, assicura ‘Le Roi’, ex numero uno dell’Uefa, “me ne frego. Non lo dico con disprezzo. Quando sei tu a decidere ti interessi, ma ciò che penso non conta più. Verrà il tempo di dire le cose. Non ho mai parlato né male né bene di nessuno. Preferisco non parlare: potrei essere indecente”. Platini ha chiuso la carriera a soli 32 anni, oggi a 33 Ronaldo dal Real è passato alla Juve: “Quattro mesi fa l’ho visto a Torino contro il Manchester United: Ronaldo ha una mentalità e un fisico eccezionali. Le partite oggi sono più numerose, ma trent’anni fa il calcio era molto più cattivo e violento. Oggi la tv lo ha reso più pulito. Ronaldo o Messi: non sono mai stati picchiati”. Da presidente Uefa Platini ha introdotto il fair play finanziario: “È stato utilissimo, ha ridotto i debiti dei club da 3 miliardi a 200 milioni: abbiamo salvato tante società. Adesso di quello che dovrebbero fare me ne frego, non ci penso. Da giocatore davanti alla porta non pensavo, la mettevo dentro e facevo gol. Ora non ho più il potere di fare le cose. Perché sono stato allenatore solo per pochi anni? È noioso. Stai in panchina e se ti fa tre gol Ronaldo sei il più grande, se invece sbaglia il rigore sei solo il più grande coglione. L’allenatore è importante, non fondamentale. Allegri con la Juve si è preso una bella soddisfazione, però sulla panchina della Spal non può mai battere 3-0 l’Atletico”. Con Blatter sono stati amici, avversari, nemici: “Cosa c’è oggi? Nulla. L’ho sempre aiutato. Lui ha sbagliato totalmente la sua uscita di scena, voleva morire in Fifa. Dopo ha cominciato a dire stupidaggini per poter rimanere lì a vita”. La tecnologia è entrata nel calcio con la Var, che a Platini non è mai piaciuta: “Sono stato sempre contro. La Var può aiutare, ma poi c’è l’interpretazione: decide sempre l’uomo. I designatori hanno trasformato gli arbitri in campo in pupazzi. È dura perdere una partita per un errore arbitrale, ma è umano. Ora c’è la tecnologia e sbagliano comunque. Non è possibile stabilire se un fallo di mano è volontario o no, sul fuorigioco invece la Var è utile. Lasciate giocare gli umani tra loro. Il calcio è stato inventato per i giocatori, non per gli arbitri che impongono le loro regole: è quello che mi fa arrabbiare. L’arbitro non è l’architetto del calcio, sono i calciatori”. Ricordato con un sorriso l’avvocato Agnelli e con tristezza la tragedia dell’Heysel, Platini è convinto che la Juve possa vincere la Champions: “Fortissima fisicamente, una macchina da guerra. Con Real, Bayern e Psg fuori le prospettive di vittoria sono interessanti, anche se la Juve in coppa non è mai particolarmente fortunata, chissà…”. Platini, infine, attende ora giustizia dalla Corte dei diritti umani: “Combatto sempre, non mi lascio piegare: un giorno la giustizia arriverà. Quando è attesa la sentenza? Per farmi fuori ci hanno messo due secondi. Avere giustizia è dura, dura, dura. Ma arriverà, sono sicuro”.

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