FUTURO ALLEGRI A GIUGNO “ORA UDINESE E ATLETICO”

Domani l’Udinese per fare un altro passo verso lo scudetto, martedì l’atteso ritorno di Champions contro l’Atletico Madrid, poi a fine stagione l’incontro con la società per parlare di contratto e futuro. Massimiliano Allegri non ha troppa fretta di guardare avanti, di sicuro il rapporto con Andrea Agnelli è più solido che mai a dispetto delle voci che circolano a riguardo, fra presunte dimissioni e papabili candidati alla panchina bianconera. “Ci siamo visti ieri sera. Tutti contenti? – ha chiesto sorridendo – Parlando di cose serie, finora credo che tutte le cose che sono state scritte, dalle mie dimissioni ai litigi col presidente direi che eravamo su ‘Scherzi a parte’ perché con due persone come me e il presidente, credo mediamente intelligenti, dopo 5 anni che stanno insieme, che stanno lavorando e che hanno costruito qualcosa di importante, è possibile che l’allenatore debba dare le dimissioni con 16 punti di vantaggio, vinta la Supercoppa e dentro gli ottavi di Champions? Le cinture di forza non bastano. Né dimissioni, né litigate. Siamo andati a cena, abbiamo parlato e abbiamo deciso che del rinnovo del contratto nel parleremo a stagione finita. Quindi spero che da ora in poi non venga scritto che Allegri si è picchiato col presidente. D’ora in poi venga scritto che la Juve ha fatto una buona stagione. Cinque anni fa, quando sono arrivato, c’era la paura di non passare il girone e l’obiettivo della società era portare la Juve a giocarsi tutti gli anni la possibilità di vincere la Champions – sottolinea ancora il tecnico livornese – Per farlo bisogna passare il girone, perché se non lo fai la Champions non la vinci. Poi dagli ottavi in poi nel calcio non c’è niente di scontato, basta vedere i risultati di questi giorni. Vincere è straordinario, continuare a farlo è ancora più difficile, però la Juve ha una base solida importante e tutti gli anni potrà giocarsi le sue chance in Champions. E se non ti va bene un anno c’è sempre l’anno dopo. Questa è la cosa più importante per un’azienda come la Juve. Detto questo martedì avremo le nostre possibilità di passare il turno in una stagione che, sento dire, se usciamo diventa fallimentare. Le altre allora cosa dovrebbero fare? Credo che bisogna celebrare i trofei vinti perché ogni vittoria è frutto di lavoro e sacrificio, non è che ce la regalano”. Le voci su Zidane, Conte o la ‘reunion’ con Marotta all’Inter “mi scivolano addosso – ha ribattuto – Con la società sono in sintonia, il mio rapporto con la società è sereno e lo dimostra la cena di ieri. Poi è normale che voi fate il vostro lavoro e giustamente, in questo momento in cui la Juve ha 16 punti di vantaggio ed è agli ottavi di Champions, deve cambiare l’allenatore. In questi momenti qui mi diverto ancora di più. Perché se riuscissimo a vincere lo scudetto saranno 9 titoli su 10 in Italia in cinque anni. Per me è un divertimento”. Le critiche non infastidiscono più di tanto Allegri. “Fa parte del gioco. Questione di punti di vista. Io vedo il bicchiere mezzo pieno, gli altri mezzo vuoto. Io credo che quelli che vedono sempre il bicchiere mezzo vuoto abbiano problemi di vita perché sono sempre negativi. Io la mattina quando mi alzo vedo il sole anche quando non c’è. E’ una filosofia di vita, dipende da come uno è. C’è una bella differenza nel vivere. Infatti le persone così purtroppo sono negative e le cose gli vanno male, ma è giusto che le cose vadano bene alle persone positive, che sorridono, e fanno le cose con professionalità ma anche leggerezza. Ed è questione di carattere e mentalità. Li capisco, mi fanno anche tenerezza, ma non ci posso fare niente”. Tornando alla squadra e a un Ronaldo abbastanza infastidito per l’atteggiamento della squadra a Napoli, Allegri precisa che “non si è è arrabbiato ma non abbiamo fatto un bel secondo tempo. La squadra ha capito il momento di difficoltà e ha difeso. Senza l’incomprensione tra Szczesny e Chiellini non prendevamo nemmeno quel gol. La Juve ha fatto quello che doveva fare, vincendo le partite che servono per arrivare in fondo. Poi può succedere di creare meno occasioni. E se la settimana scorsa dicevo che se avessimo giocato sicuramente non avremmo passato il turno, ora invece abbiamo più chance. Madrid ci aveva lasciato scorie, questo tempo invece ci ha concesso di buttarle via. Martedì saremo pronti e faremo una grande partita”. Allegri ha spiegato che non porterà i calciatori in ritiro oggi perché “la squadra è responsabile” e per tenere alta l’attenzione in vista della sfida di domani ha aggiunto che i convocati li annuncerà solo domani a poche ore dalla partita. Qualche indicazione, però, la dà. “Dybala sta meglio, Mandzukic aveva un fastidio al ginocchio e sta meglio, Ronaldo è a disposizione, Bonucci e Chiellini sono a disposizione ma non giocheranno. Cancelo e Pjanic sono squalificati, mentre Douglas è in netto miglioramento. Non per domani, ma per martedì. Domani si deve vincere, fare una bella prestazione e preparare al meglio la partita di martedì”, ha insistito Allegri, che entrando nel dettaglio della formazione annuncia Kean in campo (“ha grosse possibilità di giocare, diciamo il 99%”) Szczesny fra i pali e Ronaldo in panchina. E potrebbe esserci la possibilità di rivedere anche Barzagli: “E’ fresco come una rosa. I vecchi cavalli quando devono rientrare non hanno bisogno delle corse di rientro, corrono che è una meraviglia”.

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