DJOKOVIC, CILIC E SHARAPOVA OK AGLI US OPEN

Nick Kyrgios supera il secondo turno agli Us Open, quarto e ultimo Slam della stagione in corso di svolgimento a New York, grazie anche all’aiuto dell’arbitro di sedia. Il tennista australiano, numero 30 della classifica mondiale e 31esima testa di serie, ha superato in rimonta, in quattro set (4-6 7-6 6-3 6-0), il francese Pierre-Hugues Herbert, numero 75 Atp, ma sul campo 17 di Flushing Meadows si è vista una scena piuttosto inedita, dal momento che sul 6-4 3-0 in favore del transalpino, con il 23enne di Canberra apatico e con evidenti segni di frustrazione per i tanti errori che stava commettendo, proprio l’arbitro di sedia Mohamed Lahyani è sceso dalla sua postazione per incoraggiare Kyrgios, che con le braccia dietro la testa stava mordendo l’asciugamano. “Voglio aiutarti. Io vedo le tue partite e tu sei qualcosa di formidabile per questo sport. Ora quello in campo non sei tu, lo so”, le parole che si sono potute udire di Lahyani. “Ok, però al prossimo cambio campo fai venire il fisioterapista”, la laconica risposta dell’australiano, che però da questo intervento ha ricevuto la giusta scossa per cominciare a giocare come si conviene, dando la svolta all’incontro. Kyrgios, tuttavia, a fine match, a caldo ha tagliato corto sull’episodio: “Lahyani era solo preoccupato per il modo in cui stavo giocando”, la spiegazione dell’aussie. Il  quale poi in conferenza stampa, ovviamente, è dovuto tornare sull’argomento: “Quanto accaduto non ha avuto alcun effetto, davvero nessuno”, ha assicurato, ricordando di essersi già trovato in situazioni analoghe nelle quali gli arbitri lo invitavano a non lasciar scivolare via il match. “Questo non mi ha aiutato minimamente, non è stato come un coaching, è ridicolo pensarlo”, ha insistito Kyrgios, che sabato al terzo turno sfiderà sua maestà Roger Federer. Intanto, però, la Usta sta verificando se la condotta del 50enne arbitro svedese è stata o meno corretta. E su quanto accaduto la Direzione Gara del torneo ha emesso una nota spiegando le ragioni del comportamento di Lahyani. Secondo quanto riportato, “l’arbitro è sceso dalla sedia a causa del rumore nello stadio durante il cambio campo per essere sicuro di poter comunicare in modo efficace con Kyrgios”. Questo perché “Lahyani era preoccupato del fatto che Kyrgios potesse aver bisogno di un trattamento medico”- E quindi ha detto al giocatore che “se non si sentiva bene, l’organizzazione del torneo poteva fornirgli aiuto”. L’arbitro ha inoltre informato Kyrgios che “se il suo disinteresse per il match fosse continuato, questo l’avrebbe indotto ad intervenire con provvedimenti come da regolamento. E di nuovo ha suggerito a Kyrgios che avrebbe potuto ricevere un trattamento medico”. Come del resto è avvenuto, con l’intervento del fisioterapista nel successivo cambio campo, sul 4-1 Herbert. Un altro match in  scioltezza per il tedesco Alexander Zverev, al quale la collaborazione avviata con Ivan Lendl pare aver chiarito le idee sul fatto di non disperdere inutili energie nei primi turni degli Slam. Dopo aver travolto all’esordio Peter Polansky, il 21enne di Amburgo, numero 4 del ranking e del torneo, si è sbarazzato con autorità (6-4 6-4 6-2 in un’ora e 49 minuti) anche del francese Nicolas Mahut, 36 anni, numero 131 Atp, ripescato come lucky loser dopo il forfait in extremis del ceco Jiri Vesely, raggiungendo per la prima volta in carriera il terzo turno nella Grande Mela. Tra le vittime illustri del secondo turno, oltre a Fabio Fognini, c’è anche lo spagnolo Pablo Carreno Busta, numero 12 Atp e del tabellone, che dodici mesi fa era giunto sino alle semifinali a Flushing Meadows: il 27enne di Gijon si è ritirato sul punteggio di 4-6 6-3 5-7 62 2-0 contro il portoghese Joao Sousa, numero 68 della classifica mondiale, con cui fa spesso coppia in doppio nel circuito. Terzo turno per due dei protagonisti più attesi. Il serbo Novak Djokovic, testa di serie numero 6, si è distratto nel terzo set ma non ha mai rischiato contro lo statunitense Tennys Sandgren, numero 61 Atp che a inizio stagione aveva raggiunto i quarti agli Australian Open: 6-1 6-3 6-7(2) 6-2 lo score in suo favore. Il croato Marin Cilic, testa di serie numero 7 e campione a New York nel 2014, ha lasciato appena due game al polacco Hubert Hurkacz, numero 109 Atp passato attraverso le qualificazioni: 6-2 6-0 6-0 il punteggio finale. Gli US Open sono il suo Major preferito: qui ha colto il suo primo risultato importante arrivando in finale, a soli 19 anni, nel 2009 (battuta dalla Clijsters), ripetendosi poi nel 2014 (sconfitta dall’amica Serena Williams). Anche se il “tabù Slam” la 28enne danese di Odense lo ha sfatato lo scorso gennaio a Melbourne aggiudicandosi gli Australian Open. Questa volta tuttavia Flushing Meadows non le ha portato fortuna. Una brutta prestazione e una sconfitta inattesa quella rimediata dalla Wozniacki, numero due del ranking e del seeding, contro l’ucraina Lesia Tsurenko, numero 36 Wta: 6-4 6-2 e bye bye New York. Non è stata proprio una passeggiata ma nella notte italiana la russa Maria Sharapova, numero 22 Wta e 22esima testa di serie, vincitrice dell’edizione del 2006, è approdata al terzo turno. Dopo un primo set agevole, il match contro Sorana Cirstea, numero 51 del ranking mondiale, si è complicato con la tennista rumena che nel secondo parziale ha servito per il set sul 5-4. ‘Masha’, però, ha rimontato allontanando lo spettro di un pericoloso terzo set: 6-2 7-5, dopo un’ora e 50 minuti, per la russa che al prossimo round troverà la lettone Jelena Ostapenko, decima forza del seeding, che ha piegato l’americana Taylor Townsend per 4-6 6-3 6-4.

(ITALPRESS).

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