martedì 21 maggio 2019
Pontificio Consiglio della Cultura - Dipartimento Cultura e Sport

LIPPI "L'ALLENATORE E' UN EDUCATORE"

27 novembre 2017

“L’allenatore è un educatore e dev’essere autorevole. Diventa un esempio e purtroppo, alcune volte, lo è in negativo. Certamente, se il giocatore sta attraversando un momento di particolare vulnerabilità psicologica, l’esempio negativo può fare dei danni”. Lo ha dichiarato Marcello Lippi, ex CT della Nazionale di calcio campione del mondo nel 2006. “È capitato più di una volta, anche con i giocatori della nazionale che avevano dei problemi con gli allenatori delle loro squadre di club, che qualcuno mi venisse a trovare a Viareggio - ha aggiunto Lippi - mangiavamo insieme, chiacchieravamo e mi chiedevano qualche consiglio, è successo più di una volta”.

“Quando fai sport devi ‘combattere contro qualcuno’ e devi pensare di sconfiggere questo tuo avversario realmente con lealtà, rimanendo nella legalità. È questa la cosa veramente importante” ha aggiunto l'ex ct azzurro. “Lo sport, soprattutto quello di squadra, ai giovanissimi dagli 8 ai 10 anni può insegnare a socializzare, a dare qualcosa agli altri ma anche a prendere qualcosa dagli altri. Ti insegna ad accettare la sconfitta non come una vergogna ma come un’occasione per imparare a migliorarsi per ripartire, può insegnare a progettare il futuro investendo in qualcosa che può anche non dare risultati immediati, ma può darteli nel tempo".

"Lo sport può insegnare una montagna di cose, vissuto veramente a qualsiasi livello; ti porta a considerare l’altro non come un nemico ma come un avversario da superare lealmente. E soprattutto insegna a noi stessi che non è perche fai sport allora sei al centro del mondo e ti credi di essere chissà chi, ma sei una parte di un gioco, un gioco grande, ricco e gratificante. Ecco cosa può fare lo sport per i giovani”, ha concluso Lippi.
(ITALPRESS).

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