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Permessi 104, casi di abuso e sanzioni

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Permessi 104 casi di abuso e sanzioni, quali sono. Cosa succede in caso di abusi dei permessi 104 e quali sono le sanzioni. Ecco tutte le informazioni a riguardo. 

I permessi 104 sono un argomento molto delicato, specialmente in caso di abuso o di azioni scorrette. Infatti, sono stati diversi i casi in cui c’è stato un abuso da parte dei familiari che usufruivono di tale agevolazione. I permessi 104, permettono a coloro che hanno familiari affetti da disabilità, 3 giorni al mese di ferie in più.

Questi servono per riuscire ad aiutare il disabile, accompagnarlo alle visite e assurgere ad altri compiti. I 3 giorni di ferie, possono essere goduti, previo preavviso all’azienda, sia in ore distribuite nella settimana lavorativa, sia cumulandoli tra loro.

Il problema è che per il datore di lavoro è difficile controllare se il lavoratore sfrutta questi giorni realmente per dare sostegno al familiare disabile, o se li usa per il proprio tempo libero. Ultimamente, grazie all’azione della guardia di finanza, ai controlli sui social network e ad altre forme di controllo incrociato, è stato possibile accertare vari abusi.

Gli abusi, una volta accertati, prevedono una sanzione, che nei casi più gravi potrebbe portare anche al licenziamento del lavoratore, specialmente quando questo è un dipendente statale. Quindi, quali sono le leggi da osservare e gli obblighi da rispettare, se si usufruisce dei permessi 104?

Permessi 104 casi di abuso e sanzioni. Quali sono le leggi che le disciplinano?

I permessi 104 vengono disciplinati dalla legge 104/94. Questa legge è stata rivista e integrata in varie occasioni, ciò non toglie che permangono le sanzioni nel caso in cui si abusi di tale agevolazione. Nell’ultima integrazione, è stato previsto che anche i conviventi e non solo i coniugi, possano richiedere i diritti concessi dalla legge 104 e tutte le agevolazioni in merito.

Secondo la legge 104/92, infatti, coloro che se ne avvalgono, non solo hanno diritto a 3 giorni di ferie in più al mese, ma possono anche acquistare delle automobili, a prezzo agevolato e ottenere delle detrazioni Irpef. Quando si utilizzano queste agevolazioni, per proprio interesse, invece che per il disabile, allora è possibile incorrere nelle varie sanzioni previste dalla legge.

Permessi legge 104: in che caso si possono richiedere?

Per essere certi di non incorrere in sanzioni pericolose è necessario avvalersi di questi permessi solo nei casi previsti dalla legge. Il testo della n.104 del 5 maggio 1992, prevede che i permessi retribuiti e le agevolazioni, possano essere richieste solo se sussistono specifiche situazioni:

  • La persona affetta da handicap non dev’essere ricoverata, presso una struttura pubblica o privata, a tempo pieno.
  • Il lavoratore dipendente di enti privati o pubblici, dev’essere parente o affine entro il secondo grado, o il terzo grado, nel caso in cui non vi sia nessun altro a potersi prendere cura della persona affetta da handicap.
  • Il permesso 104 non può essere usufruito da più di un lavoratore al fine di assistere la stessa persona affetta da handicap. Quindi se in famiglia, e sia la moglie sia il marito hanno un lavoro a tempo indeterminato, solo uno dei coniugi potrà richiedere il permesso.
  • La legge 104, può essere fruita da entrambi i coniugi solo nel momento in cui la persona affetta da handicap sia il proprio figlio, naturale o adottivo. In questo caso, potranno usufruirne comunque alternativamente, e non nello stesso momento.

Dunque, come abbiamo visto, i permessi possono essere usufruiti esclusivamente da coloro che hanno un familiare affetto da disabilità, e solo nelle condizioni previste. Nel caso in cui, si utilizzino per altri motivi, la Corte di Cassazione a seguito di diverse sentenze, ha disposto che si persegua il lavoratore per l’abuso dell’agevolazione.

Permessi 104 casi di abuso e sanzioni: Le sentenze della Cassazione

I casi di abuso per la fruizione dei permessi 104, possono essere puniti sia con una sanzione da parte del datore di lavoro sia con una sanzione penale. Il datore di lavoro, potrebbe ad esempio, prevedere una decurtazione dello stipendio, un trasferimento o in casi estremi anche il licenziamento.

Per abuso dei permessi retribuiti s’intende il momento in cui, il familiare utilizza questo privilegio non per sostentare e aiutare il disabile, ma per fare servizi e uscite personali.

Infatti, quando il lavoratore sceglie di utilizzare quest’agevolazione, lo può fare solo per accompagnare la persona affetta da handicap in ospedale o a fare visite specialistiche.

Il permesso può essere utilizzato, per assistere il disabile all’interno della propria casa o nella proprietà di quest’ultimo. In poche parole, i permessi 104, possono essere utilizzati solo ed esclusivamente per i problemi e le necessità della persona affetta da handicap.

Quando il lavoratore sceglie di utilizzare questi permessi per i propri bisogni personali, agli occhi della legge, questa si tratterebbe di una vera e propria frode.

Quindi il lavoratore può essere processato e sanzionato per: Indebita percezione e truffa ai danni dello Stato. Il reato di truffa è disciplinato dall’articolo 640 del Codice Penale.

Questo prevede da 1 a 5 anni di reclusione, oppure una multa dai 309 euro sino ai 1549 euro, a seconda delle aggravanti.

La sentenza 9217 del 6 Maggio 2016, della Corte di Cassazione, ha stabilito infatti che la persecuzione del lavoratore per truffa ai danni dello Stato, e il licenziamento da parte del datore di lavoro è legittimo. In ogni caso, la sanzione dev’essere proporzionata alla gravità della condotta. Si considera anche il tipo di frode messa in atto dal lavoratore nei confronti dell’Inps, dello Stato e del proprio datore di lavoro.

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