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Affittacamere: normativa fiscale

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Hai un’abitazione con più camere? hai mai pensato di voler avviare un’attività di affittacamere? Con la crisi che imperversa, trovare nuovi guadagni è ormai un’imperativo e l’attività di affittacamere potrebbe essere la giusta soluzione. Ti spiegheremo come avviare un’attività di affittacamere e a quale normativa fiscale fare riferimento per essere in regola con le tasse.

Si può svolgere questa attività sia a livello professionale che a livello non professionale: è affittacamere non professionale chi esercita l’attività nella casa di propria residenza e domicilio.

Affittacamere: normativa fiscale

Come premesso, chi svolge attività di affittacamere in casa propria, non può definirsi “attività professionale” perché gli utili generati non rappresentano il principale reddito.

In caso di affittacamere non professionlae, la normativa fiscale è molto morbida. Questi, infatti, sono esonerati, oltre che dall’iscrizione nella sezione del Registro esercenti il commercio (R.E.C.), anche dalla presentazione della dichiarazione dei prezzi.

Chi non è residente nel medesimo stabile destinato all’attività di affittacamere, è da considerarsi affittacamere professionale.

Come aprire un affittacamere: requisiti

Un’attività di affittacamere deve comprendere non più di sei camere, con non più di 12 posti letto in totale, ubicati nello stesso stabile.

Per avviare l’attività di affittacamere è necessario possedere i requisiti strutturali e igienico-sanitari previsti dal regolamento igienico edilizio del proprio Comune. Ogni comune ha un regolamento a sé, per essere certi di soddisfare i requisiti richiesti dal tuo comune di residenza, rivolgiti all’Ufficio Tecnico del tuo municipio.

Requisiti per le camere di un affittacamere

L’attenzione non va posta solo alla normativa fiscale ma anche ad altri obblighi come gli standard richiesti per le camere da dare in affitto della propria casa.

Le camere da letto devono essere completamente arredate e indipendenti l’una dalle altre. Ogni camera deve essere fornita di energia elettrica, acqua calda e riscaldamento. Ogni camera deve avere il suo bagno? Non necessariamente. Il bagno può essere condiviso tra un massimo otto persone e deve essere completo di tutti i sanitari. La pulizia delle camere e il cambio di biancheria devono essere garantite a ogni cambio di cliente e almeno una volta alla settimana.

Autorizzazione per diventare affittacamere

Per iniziare l’attività di affittacamere basta presentare al Comune una denuncia di inizio di attività: i moduli prestampati sono predisposti dal municipio stesso. Sarà poi il Comune a rilasciare l’autorizzazione: solo dopo aver verificato i requisiti igienico-sanitari a seguito di un sopralluogo.

Obblighi per affittacamere professionali

Nell’appartamento, e nelle singole stanze, devono essere tassativamente apposte tabelle informative dei prezzi. Bisognerà provvedere all’iscrizione nella sezione del Registro esercenti il commercio (R.E.C.)

Obblighi per tutti

Il proprietario dello stabile dovrà tempestivamente comunicare, giornalmente, all’autorità di pubblica sicurezza, l’arrivo degli ospiti trasmettendo i dati (sarà pertanto encessaria la fotocopia del documento di riconoscimento di ogni ospite).

Affittacamere: normativa fiscale per non professionisti

La nuova normativa (Legge n.217/83) definisce l’attività di affittacamere come:

“STRUTTURA COMPOSTA DA NON PIÙ DI 6 CAMERE UBICATE IN NON PIÙ DI 2 APPARTAMENTI AMMOBILIATI IN UNO STESSO STABILE, NEI QUALI SONO FORNITI ALLOGGIO ED EVENTUALMENTE SERVIZI COMPLEMENTARI“

L’attività di affittacamere professionale ha l’obbligo fiscale dell’apertura di una partita IVA. Al contrario, se vuoi affittare le camere di casa tua, sarai ritenuto per legge “affittacamere non professionale” e per questo sei esonerato dall’apertura della partita IVA o dall’iscrizione al registro delle Imprese della Camera di commercio.

Al momento della dichiarazione dei redditi, un affitta camere non professionale dovrà segnalare questa “attività di tipo occasionale” sfruttando la voce “redditi diversi” del modello 730 o del modello Redditi PF. I redditi derivati dall’attività di affitta camere devono essere segnalati nel quadro RL.

Chi svolge un’attività di affittacamere, ai fini puramente contabili, può rilasciare una “ricevuta non fiscale”. In questo caso, la ricevuta non assume un valore ai fini fiscali ma serve solo a tenere traccia degli incassi percepiti e per dare quietanza di pagamento al cliente.

L’emissione della ricevuta per l’affittacamere non professionale non è obbligatoria: deve essere rilasciata solo su richiesta del cliente. In ogni caso, per una questione di contabilità personale ed eseguire una corretta dichiarazione dei redditi, è consigliato generarla per ogni cliente.

Quando viene emessa, la ricevuto è realizzata in duplice copia: l’originale va data al cliente che la richiede e la copia va tenuta dal proprietario.

Gli unici obblighi fiscali, oltre alla dichiarazione dei redditi (con la compilazione del campo “redditi diversi) consistono nel pagamento di una marca da bollo da 2 euro da incollare sulla ricevuta originale qualora il conto complessivo abbia visto un importo superiore ai 77,47 euro.

Alternative all’affittacamere

Da considerare anche altre forme extra-alberghiere come il B&B e la casa vacanza. Che differenza c’è tra Bed and Brekfast e affitta camere? Che chi avvia un B&B è obbligato a offrire anche il servizio colazione.