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mercoledì 26 giugno 2019
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PROVE DI CHAMPIONS MA ROMA E JUVE NON BRILLANO

25 febbraio 2019

La Champions logora chi ce l'ha. E' evidente che, quando c'è di mezzo la coppa dei sogni, la testa vada altrove e condizioni le giocate, appesantendo gambe e mente. La Juventus e la Roma lo dimostrano. E i risultati vittoriosi non ingannino. I bianconeri, aggrappandosi alla ritrovata vena realizzativa, hanno sconfitto il Frosinone prima e il Bologna dopo la disgraziata serata di Madrid contro l'Atletico. Ma senza brillare, specie al Dall'Ara contro un ritrovato e mai domo Bologna, che con Sansone ha sfiorato l'impresa nel finale, fermandosi al palo. La Roma ha battuto il Porto e poi superato tra mille difficoltà gli stessi avversari: il Bologna (con un Olsen fin qui mai così protagonista in positivo) e sabato sera il Frosinone, con uno Dzeko di nuovo lucido in zona gol. Dopo la settimana dedicata alle semifinali d'andata di Coppa Italia (Lazio-Milan e Fiorentina-Atalanta), tornerà di nuovo a suonare la musichetta: come ci arriveranno?

In ordine cronologico, la Roma - che ha anche un derby da preparare - sbarcherà in Portogallo a inizio marzo con un vantaggio limitato: il 2-1 dell'Olimpico non offre garanzie, anche perchè il Dragao sarà una bolgia. Di Francesco attende con ansia gli esiti dell'infortunio di Manolas: il greco è uscito molto dolorante alla caviglia e, non è un caso, il Frosinone ha banchettato, trovando il 2-2 con Pinamonti e sfiorando il clamoroso 3-2 con Trotta (riscatto di Olsen dopo la 'papera' su Ciano) dopo la sua uscita in barella. Prima del guizzo bosniaco che ha restituito serenità a un ambiente sempre sul filo del rasoio. Di Francesco naviga a un solo punto del lanciatissimo Milan di super Piatek, il polacco dalle medie gol spaziali. Gattuso lo sogna, il ritorno in Champions. E questo Milan ritrovato ha tutto per arrivarci.

E si torna alla Juventus. Le scorie della serataccia di Madrid erano ben evidenti per almeno un tempo a Bologna, al quale Mihajlovic ha dato un'anima battagliera oltre a un gioco apprezzabile. Allegri ha messo decisamente mano alla formazione, rivoluzionandola negli uomini e nello schieramento. Fuori Dybala, dentro Bernardeschi, Cancelo più avanti. Esperimenti da rimonta, il 12 marzo non è poi così lontano. Non è andata granchè bene, fatta ovviamente eccezione per il risultato che avvicina sempre più l'ottavo scudetto consecutivo. Servirà un altro Ronaldo, certo. Come servirà un altro Mandzukic per coltivare speranze di quarti contro i ragazzi del Cholo. Per vincere in Italia è bastato un guizzo di Dybala, appena subentrato ad Alex Sandro. Poi anche la sorte ha contribuito, con il palo di Sansone (bravo Perin) a tempo quasi scaduto. In serie A è sufficiente, in Champions no. Allegri ormai lo ha capito. E anche se c'è un Napoli da affrontare tra pochi giorni al San Paolo, sta già cucendo l'abito per la grande serata.

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