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giovedì 19 settembre 2019
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MILANO-CORTINA E' UNA VITTORIA DEL CONI

25 giugno 2019

Adesso che abbiamo vinto, hanno vinto tutti. E invece ci tengo a dire che l'assegnazione all'Italia, per Milano e Cortina, delle Olimpiadi invernali del 2026, è una vittoria dello Sport. Che si chiama CONI, Comitato Olimpico Italiano. È giusto sottolinearlo proprio nel momento in cui il CONI ha subìto un duro, umiliante ridimensionamento dal Governo. Nel momento in cui Giovanni Malagò da autorevole presidente dello sport nazionale è stato formalmente e sostanzialmente declassato a "curatore" dell'applicazione della volontà governativa. Ma ha vinto lui perché una delle poche istituzioni importanti e sane del Paese è proprio il CONI, non a caso rispettato anche dalla dittatura fascista che gli ha lasciato sempre l'autorità di Ministero dello Sport. La stessa autorevolezza e autorità ottenute nel dopoguerra da Giulio Onesti, grazie all'aiuto di Giulio Andreotti, quando la Repubblica aveva pensato di abolire l'Istituzione. C'è, nel successo dell'Asse Milano-Cortina, anche e ovviamente la forte partecipazione dei due Comuni e delle due Regioni che con Sala e Ghedina, Fontana e Zaia, hanno lavorato compatti, dimentichi delle diverse posizioni politiche.

Con il presidente Mattarella a benedire l'unione nei giorni in cui l'Italia viene descritta come il Paese della disunione.

Non è la prima volta che lo Sport dà una lezione alla politica che coltiva - soprattutto nei media - l'insana passione per il disfattismo. Anche Torino 2006, l'edizione dei Giochi invernali il cui successo è sicuramente stato il viatico per il trionfo di Milano e Cortina, è stata felice risultato di unità politica e sportiva. Ma ho l'età e l'esperienza diretta per dire che Cortina 1956 fu il primo emozionante, commovente gesto d'orgoglio e indipendenza dell'Italia umiliata e distrutta dalla guerra: le nostre montagne innevate furono il messaggio di pace al mondo, rinnovato con grandezza...imperiale dai Giochi di Roma 1960, definiti la prima grande Olimpiade dell'Uomo. È lo sport - come dicevo - a dar manforte alla politica, a un Governo che sta per essere processato dall'Europa che ci considera - forse leggendo le cronache nostrane - un povero paese di poveri sognatori. La Grande Bellezza dell'Italia e la grande unità dello Sport hanno vinto una grande battaglia davanti al mondo che ci guarda stupito. Ah, questi italiani.

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