IL BOLOGNA DISPERATO RIBALTA IL BRESCIA, VIVA SINISA

Il Bologna battezzato "disperato" da Mihajlovic, dopo l'eroica impresa di Brescia passerà alla storia. Come la città di Bologna "sazia e disperata" cui si rivolse il cardinale Giacomo Biffi per descriverne l'inconscia mancanza di ideali. Sinisa ha speso sabato la stessa parola forse dando l'impressione di non conoscerne l'esatto significato, e invece no: "solo chi cade può risorgere" è un antico motto che saggi tifosi bolognesi coniarono quando le imprese eroiche della squadra "che faceva tremare il mondo" scemarono e le cadute dovevano essere recuperate con una speranza disperata.

Il Bologna piegato dal Brescia ha toccato il punto della disperazione e si è ribaltato, dentro e fuori, nell'anima e nei muscoli. Come voleva Sinisa, che sa bene cosa vuol dire "disperato". E ribelle. Contro il male, contro il destino, contro l'accettazione prona di un malessere. Mai come oggi s'è capito cosa voleva dire Jean Paul Sartre con "il calcio metafora della vita", la partita metafora della vita. Anche la Spal ha rimontato la Lazio, ma quella è un'altra storia. La vita è qui, dov'è Mihajlovic, in una camera d'ospedale, in una casa dove una famiglia l'aspetta senza piangere perché lui l'incoraggia.

Sinisa aveva detto ancora, dei suoi ragazzi – tanto era sicuro di quel che diceva – "disperati con qualità", dunque dotati della capacità di riemergere dall'abisso. Cosí racconta il tabellino di Brescia-Bologna: 10', 1-0 Donnarumma, 19', 2-0, Donnarumma, 36', 2-1, Bani, 42', 3-1, Cistana, 56' 3-2 Palacio, 60', 3-3 autogol Sabelli, 80' 3-4, Orsolini. Tanto per cambiare, il risultato del cuore si firma Quattro a Tre, come quella notte a Mexico City…

Poi c'è il dettaglio, Sinisa al telefono che al 3-1, nell'intervallo, non gliele manda dire, è un'esplosione di rabbia in vivavoce, e la prima risposta gliela dà Palacio. Che non segna un gol in campionato da una vita (3 marzo a Udine) e il cuore e il piede glieli arma il suo mister. E il gol della vittoria lo segna Orsolini ch'è diventato indispensabile da quando a Bologna è arrivato Sinisa. Cerco di evitare la retorica incombente ma in questa storia ci sta tutto il meglio e il bello del calcio. Quante volte ho sentito calciatori dire:"Ci siamo battuti per il mister", che forse era sul punto di essere cacciato o subiva attacchi ingiusti dalla critica. Come Bearzot nell'82, caso esemplare. Ma qui, amici, c'è un uomo che si batte per la vita e non chiede commiserazione, chiede solidarietà, dippiù, di battersi insieme. E questi ragazzi del pallone, abitualmente ritenuti superficiali, viziati, egoisti, hanno risposto così, quasi un urlo da stadio: viva Sinisa.

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