VIOLENZE SU LUOGHI LAVORO, SIGLATO PROTOCOLLO INTESA

Firmato oggi il protocollo d’intesa tra l’ufficio della Consigliera regionale di parità della Regione Basilicata, Ivana Enrica Pipponzi, e l’associazione Telefono Donna per il contrasto alle molestie e violenze sui luoghi di lavoro. 
A oggi, il fenomeno delle molestie sta diventando un’emergenza sociale, specie in Basilicata; infatti, gli ultimi dati Istat presentati nel rapporto “Le molestie ed i ricatti sessuali sul lavoro” (anni 2015/2016) ci dicono che sono circa 8 milioni 816mila (43,6%) le donne fra i 14 e i 65 anni che nel corso della vita abbiano subito qualche forma di molestia sessuale e che siano 3 milioni 118mila le donne (15,4%) che le hanno subite negli ultimi tre anni. Non solo: emerge anche che nel corso della vita 1 milione 173mila donne (7,5%) siano state vittima di ricatti sessuali sul luogo di lavoro. Solo negli ultimi tre anni sono 167mila le donne che in ufficio o in azienda hanno subito queste forme di ricatto; al momento dell’assunzione ne sono state colpite più frequentemente le donne impiegate (37,6%) e le lavoratrici del commercio e dei servizi (30,4%).
La quota maggiore delle vittime, inoltre, lavorava o cercava lavoro nel settore delle attività professionali, scientifiche e tecniche (20%) e in quello del lavoro domestico (18,2%). Nell’11,3% dei casi le donne vittime hanno subito più ricatti dalla stessa persona e il 32,4% dei ricatti viene ripetuto quotidianamente o più volte alla settimana. Nonostante sia evidente l’emergenza, nell’80,9% dei casi, le vittime non ne hanno parlato con nessuno sul posto di lavoro. In particolare, l’Istat dice che in Basilicata il 40% delle donne ha subito molestie e ricatti sessuali sul lavoro; solo lo 0,7% ha adito la magistratura. “Di fronte a questa emergenza sociale – dice Pipponzi – è quanto mai necessario attenzionare e sensibilizzare la società civile, il mondo datoriale e le parti sociali, al fine di favorire l’emersione del fenomeno e contrastarlo. E’ di fondamentale importanza, perciò, aumentare la consapevolezza delle lavoratrici e dei lavoratori sulle molestie e sulla violenza nei luoghi di lavoro e sui connessi diritti ed azioni concrete da porre in essere”.
Secondo Pipponzi “è necessario far conoscere le azioni concrete da mettere in campo (denuncia e azioni legali), anche con l’ausilio dell’Ufficio della Consigliera regionale di parità, all’uopo deputata dall’art. 15 del Codice sulle Pari Opportunità, al contrasto delle discriminazioni di genere sui luoghi di lavoro”. “Da quando mi sono insediata – prosegue la consigliera di parità – ho offerto tante consulenze a lavoratrici che, in primo luogo, hanno bisogno di essere ascoltate e credute. In alcuni casi abbiamo formalizzato denunce e adito il magistrato. Importante strumento è risultato anche il Centro di Ascolto istituito presso l’Ispettorato territoriale del Lavoro di Potenza”.
Il fenomeno delle molestie sul lavoro prolifera nelle organizzazioni ad alto divario di genere: lo squilibrio di potere porta gli uomini a sfruttare la propria posizione attuando condotte lesive della dignità e dell’integrità fisica e psicologica delle lavoratrici, accompagnati spesso da ricatti, vessazioni e mobbing.
“Queste forma di volenza – dice ancora la Pipponzi – colpiscono trasversalmente tutte le categorie di lavoratrici (dipendenti e libere professioniste), in particolare quelle che si trovano in situazione di debolezza perché disoccupate, in cerca di occupazione o nella fase della progressione della propria carriera, e per questo sono ancora più subdole e striscianti. Le lavoratrici possono anche effettuare una segnalazione mediante la pagina dedicata ‘Io ti ascolto’, nel sito internet dell’Ufficio www.consiglieradiparita.regione.basilicata.it. “Mediante il protocollo d’intesa in oggetto si è inteso creare un rapporto sinergico con l’Associazione Telefono Donna con la finalità di garantire alle lavoratrici molestate il necessario e gratuito supporto psicologico una volta che avranno denunciato l’accaduto – conclude -. Le Istituzioni, e in primis il mio ufficio, hanno l’obbligo di creare un cordone di protezione intorno alle donne vittime di queste inaccettabili condotte”.
“Le lavoratrici – afferma la presidente del Telefono Donna Cinzia Marroccoli – devono sapere che una avance non gradita rappresenta una molestia. Le professioniste/volontarie dell’Associazione, in forma gratuita, prenderanno in carico il caso segnalato dalla Consigliera di parità, effettuando un percorso psicologico adeguato, teso ad affrontare il successivo iter, anche eventualmente giudiziale. E’ noto, infatti, come le molestie e le violenze provochino ingenti problemi nella sfera psichica della donna”.
(ITALPRESS).

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